(TEMPOITALIA.IT) La fine di MAGGIO e l’inizio di GIUGNO ci pongono di fronte a un bivio meteorologico molto netto. Secondo le ultime stime dei modelli matematici di previsione, ci sarà sì pioggia, ma solo su una ristretta porzione del Nord ITALIA, mentre il resto del Paese si appresta a entrare in una fase di siccità sempre più marcata. I modelli sono concordi, ma le loro sfumature ci raccontano una storia ancora più complessa.
Il più autorevole fra questi, il modello ECMWF – ossia il modello europeo, nella sua versione IFS ad alta risoluzione – concentra i fenomeni piovosi essenzialmente sull’arco alpino e prealpino, estendendosi in modo più lieve verso TORINO e MILANO. Tuttavia, secondo queste proiezioni, le due grandi città del Nord-Ovest verranno solo lambite dai fenomeni più intensi.
La vera protagonista delle precipitazioni sarà invece l’area transfrontaliera tra il CANTON TICINO, i LAGHI LOMBARDI e in particolare il LAGO MAGGIORE, che condivide le sue acque tra LOMBARDIA e PIEMONTE. Qui si prevedono accumuli di pioggia significativi nell’arco di due settimane, con valori che potrebbero diventare rilevanti, in linea con la storica vocazione piovosa di quest’area. Non dimentichiamo che in alcune località dei laghi si registrano fino a 2.000 mm di precipitazioni annue, quasi tutte concentrate nel semestre caldo, in particolare sotto forma di temporali convettivi, brevi ma intensi.
Passando alla versione AIFS dello stesso modello ECMWF, meno dettagliata e con una risoluzione più bassa, il quadro cambia. Le piogge vengono spalmate in modo più uniforme su tutta la catena alpina, ma a sud del PO la situazione cambia drasticamente: precipitazioni scarse, localmente quasi assenti, segnano l’inizio di un periodo secco che interesserà gran parte della penisola italiana, dalla TOSCANA fino alle ISOLE MAGGIORI, con punte critiche sul versante tirrenico.
Anche il modello matematico americano GFS, noto per la sua affidabilità in ambito meteorologico globale, conferma l’impostazione del modello europeo ECMWF: la pioggia sarà concentrata prevalentemente sul NORD, escludendo quasi totalmente il CENTRO-SUD. La convergenza di questi modelli dà maggiore solidità a questa previsione.
Ci troviamo dunque davanti a una divisione netta dello scenario meteo: al Nord-Ovest temporali e rovesci frequenti, al Centro-Sud una lunga pausa asciutta. Se questo schema dovesse confermarsi, l’ITALIA si troverebbe di nuovo divisa in due, in una dinamica ormai sempre più frequente: accumuli importanti di pioggia su pochi territori montuosi, e lunghi periodi secchi altrove, con tutti i problemi che questo comporta, dall’agricoltura all’approvvigionamento idrico.
Le previsioni attuali non lasciano molti dubbi: il semestre caldo 2025 comincia all’insegna di squilibri profondi nel panorama meteo del Paese, in linea con i trend climatici che ormai da anni descrivono un’Italia sempre più segnata dagli estremi.
Per ulteriori approfondimenti su modelli climatici e loro validità, si possono consultare i dati ufficiali pubblicati dal Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine – ECMWF e il National Centers for Environmental Prediction – NCEP statunitense. (TEMPOITALIA.IT)






