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Meteo anticiclone africano in arrivo. La data. Il Sahara diventa una fornace

Federico De Michelis di Federico De Michelis
14 Mag 2025 - 19:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Wiki Meteo, Zoom
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(TEMPOITALIA.IT) Il caldo ben presto si ripresenterà. Nei prossimi giorni sarà colpito il Nord America, con temperature eccezionalmente elevate per maggio. Si tratterà per loro l’ormai temuto effetto Dome.

 

L’estate negli ultimi anni non è più quella che ricordavamo. Giorni interi senza tregua, temperature che superano i 40°C, notti che sembrano non raffreddarsi mai e una sensazione costante di oppressione fisica. Tutto questo non è soltanto percezione soggettiva, ma ha una spiegazione scientifica precisa: si chiama effetto dome. Ed è il motivo per cui sempre più italiani cercano rifugio nei climatizzatori e nelle località montane.

 

Cos’è l’effetto Dome in meteorologia

Il termine “Dome” in inglese significa “cupola”. In meteorologia, con Heat Dome si intende una struttura di alta pressione molto potente che agisce come una copertura invisibile sull’atmosfera, intrappolando l’aria calda nei bassi strati e impedendone la dispersione.

Quando si forma un dome atmosferico, l’aria discende verso il suolo, e nel farlo si comprime. Questo processo, chiamato compressione adiabatica, genera un forte riscaldamento. È proprio questo meccanismo fisico a spiegare perché l’aria può diventare rovente anche senza l’arrivo di masse d’aria calda da sud.

Approfondimento scientifico da NOAA: What is a Heat Dome?

 

Perché viene spesso associato all’anticiclone africano

Nel linguaggio popolare e mediatico, si parla spesso di anticiclone africano per spiegare le ondate di calore estive. In effetti, le masse d’aria subtropicali in arrivo dal Sahara giocano un ruolo cruciale, ma non bastano da sole a spiegare le temperature record che si raggiungono in Italia e in Europa.

L’effetto dome è ciò che intensifica quel calore, bloccandolo al suolo e impedendo la formazione di nubi. In pratica, l’anticiclone africano fornisce il “carburante”, mentre la cupola atmosferica lo amplifica, mantenendo l’aria stagnante e sempre più calda giorno dopo giorno.

 

Negli ultimi anni, il fenomeno del Heat Dome è diventato quasi sistematico durante i mesi estivi, soprattutto da GIUGNO ad AGOSTO, quando si alternano ondate di calore sempre più ravvicinate, con pochi o nulli momenti di refrigerio reale. Anche quando arriva una perturbazione, la temperatura scende di poco, rimanendo comunque al di sopra della media climatica stagionale.

Secondo il Copernicus Climate Change Service, l’estate 2023 è stata la più calda di sempre a livello globale, e il trend continua nel 2024 e 2025, con ogni mese che supera i precedenti record di calore registrati.
Copernicus – Global monthly temperature records

 

Cosa succede all’atmosfera: un clima in continua trasformazione

L’effetto Dome è una conseguenza diretta del cambiamento climatico. L’atmosfera terrestre, ormai satura di gas serra, sta accumulando energia sotto forma di calore. Gli oceani, che assorbono oltre il 90% di questo calore in eccesso, stanno a loro volta rilasciando energia nell’atmosfera, rafforzando l’intensità e la durata degli anticicloni.

Il risultato è un ciclo vizioso: più caldo significa più energia disponibile per alimentare le strutture anticicloniche, che a loro volta generano ondate di calore più forti, che alimentano ulteriormente il riscaldamento climatico.

Secondo NASA, il 2023 è stato l’anno più caldo nella storia delle rilevazioni. Ed è solo uno dei tanti segnali che mostrano come l’atmosfera terrestre non sia più in equilibrio.

NASA – 2023 was the hottest year on record

 

Un’Estate infinita: anomalie che non sono più l’eccezione

Oggi, un’estate con 30°C di massima e qualche temporale pomeridiano, come accadeva regolarmente negli anni ’60 o ’70, verrebbe vista come “anno senza estate”. Le anomalie termiche sono diventate la regola. E il problema non è solo il caldo diurno, ma l’assenza di raffreddamento notturno, che non permette al corpo umano e al suolo di recuperare energia.

L’effetto Dome, ormai, è il protagonista indiscusso delle estati italiane. E finché il riscaldamento globale continuerà ad avanzare, queste cupole di calore non faranno che rafforzarsi, durare più a lungo e diffondersi anche in periodi tradizionalmente più miti, come MAGGIO o SETTEMBRE.

 

Copernicus Climate Change Service (C3S)

Il portale europeo più completo per analisi climatiche stagionali e anomalie termiche.

🔗 Copernicus – Climate Dashboard Europe

🔗 Copernicus – Monthly Climate Bulletins

Da queste sezioni puoi visualizzare grafici interattivi di:

  • anomalie termiche su scala europea e globale, mese per mese;
  • confronto tra estati dal 1950 ad oggi;
  • mappa dei “heatwave days” legati a strutture dome.

 

NASA – Global Climate Change

Il portale della NASA offre confronti dinamici e visualizzazioni interattive sull’andamento termico del pianeta e sull’influenza dei heat domes.

NASA Climate Time Machine – Temperature

NASA Data and Visualizations on Heatwaves

Qui trovi:

  • time-lapse del riscaldamento globale per decenni;
  • mappe delle temperature medie superficiali;
  • articoli che confrontano le estati degli anni ‘50 e ‘60 con quelle del XXI secolo.

 

NOAA Climate.gov

Il sito dell’agenzia meteo americana fornisce dataset scaricabili e grafici interattivi relativi a:

  • eventi heat dome negli Stati Uniti e in Europa;
  • analisi delle cause fisiche;
  • connessione con le temperature oceaniche.

NOAA – Climate Data Online

NOAA – Heat Dome Explained (TEMPOITALIA.IT)

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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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