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GBU-57: la super bomba anti bunker degli USA

Francesco Lamberti di Francesco Lamberti
18 Giu 2025 - 12:51
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Magazine
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La GBU-57 Massive Ordnance Penetrator (MOP) rappresenta l’apice dell’ingegneria militare americana nel campo degli armamenti convenzionali anti-bunker. Con un peso impressionante di 13.608 chilogrammi (30.000 libbre), questa bomba guidata di precisione è attualmente l’arma convenzionale più potente dell’arsenale statunitense per la distruzione di obiettivi sotterranei fortemente protetti.

 

Caratteristiche tecniche e potenza devastante

La straordinaria potenza della GBU-57 deriva dalla sua combinazione di massa cinetica e carica esplosiva accuratamente progettata. L’ordigno misura 6,2 metri di lunghezza con un diametro di 80 centimetri, contenendo una testata esplosiva che pesa complessivamente tra i 2.400 e 2.600 chilogrammi. La composizione dell’esplosivo include circa 2.080 chilogrammi di AFX-757 e 341 chilogrammi di PBXN-114, materiali che garantiscono un’esplosione controllata e devastante.

Il corpo della bomba è realizzato in acciaio legato ad alte prestazioni, specificamente progettato per mantenere l’integrità strutturale durante l’impatto ad alta velocità contro superfici estremamente dure. Questa caratteristica fondamentale permette alla GBU-57 di penetrare fino a 61 metri (200 piedi) di cemento armato o terreno compatto prima di detonare, una capacità che supera di oltre dieci volte quella del suo predecessore, la BLU-109.

 

Sistema di trasporto e piattaforme di lancio

La dimensione e il peso eccezionali della GBU-57 limitano significativamente le opzioni di trasporto. Attualmente, solo il bombardiere stealth B-2 Spirit è operativamente configurato per trasportare questi ordigni. Il B-2 può portare due GBU-57 simultaneamente, una in ciascun vano bombe, per un carico totale di circa 27.200 chilogrammi, superando persino la capacità teorica massima dell’aereo.

Durante i test di sviluppo, anche il B-52 Stratofortress è stato utilizzato per prove di lancio, ma l’integrazione operativa è rimasta limitata al B-2. La futura piattaforma B-21 Raider è prevista per ospitare la GBU-57, ampliando le opzioni di dispiegamento dell’arma. Secondo studi della Defense Threat Reduction Agency, l’esclusività di questa configurazione riflette sia i requisiti tecnici specifici che considerazioni strategiche sulla proliferazione di capacità così avanzate.

 

Precisione e sistemi di guida

La GBU-57 utilizza un sistema di guida GPS/INS integrato (Global Positioning System/Inertial Navigation System) che garantisce precisione entro pochi metri dall’obiettivo designato. Questa capacità di targeting millimetrico è cruciale considerando il costo elevato di ogni singolo ordigno e la natura strategica degli obiettivi tipicamente assegnati a quest’arma.

Il sistema include ali trapezoidali fisse nella sezione centrale e alette a griglia retrattili nella parte posteriore, che permettono regolazioni aerodinamiche durante il volo. La Large Penetrator Smart Fuze (LPSF) rappresenta una delle innovazioni più significative: questo sistema intelligente può modificare il momento della detonazione basandosi sulla profondità di penetrazione e sulle caratteristiche della struttura sotterranea rilevate durante la discesa.

 

Storia dello sviluppo e evoluzione

Il progetto MOP ha avuto origine nei primi anni 2000, inizialmente come collaborazione tra Northrop Grumman e Lockheed Martin. Tuttavia, difficoltà finanziarie e tecniche portarono alla sospensione del programma iniziale. L’invasione dell’Iraq del 2003 e l’analisi delle performance delle bombe anti-bunker utilizzate rivelarono significative limitazioni nella capacità di penetrazione degli armamenti disponibili.

Questo scenario spinse la Defense Threat Reduction Agency a rilanciare il progetto, culminato nel 2004 con l’assegnazione del contratto a Boeing. I primi test esplosivi statici furono condotti nel marzo 2007 presso il White Sands Missile Range nel New Mexico, seguiti da prove di volo dal 2008 al 2010.

 

Implementazione operativa e versioni avanzate

La GBU-57 divenne operativa nel settembre 2011, quando l’Air Force Global Strike Command ricevette le prime 20 unità prodotte da Boeing. Da allora, l’arma ha subito continui aggiornamenti attraverso diverse varianti, incluse le versioni A/B, C/B, E/B e l’attuale F/B, ciascuna con miglioramenti specifici nelle capacità di penetrazione e nei sistemi di attivazione.

Nel 2017, il programma Enhanced Threat Response IV ha introdotto modifiche significative che hanno aumentato ulteriormente l’efficacia contro obiettivi corazzati e profondamente interrati. Secondo analisi del National Academies Press, questi sviluphi rappresentano un’evoluzione continua delle capacità anti-bunker americane.

 

Strategie e deterrenza

La GBU-57 non è stata progettata per l’uso generalizzato, ma come strumento strategico specifico per neutralizzare infrastrutture sotterranee critiche di avversari potenziali. La sua capacità di distruggere bunker situati sotto montagne intere la rende particolarmente rilevante contro paesi che hanno investito massicciamente in complessi militari sotterranei.

L’esclusività americana di questa tecnologia – nessun altro paese, inclusi alleati stretti come Israele, ha accesso alla GBU-57 o alle piattaforme necessarie per il suo impiego – sottolinea il suo valore strategico e il controllo attento che gli Stati Uniti esercitano su questa capacità militare avanzata.

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