(TEMPOITALIA.IT) Scenari opposti per la fine del mese, ma l’anticiclone sembra destinato a dominare
La parte conclusiva di GIUGNO 2025 si sta avvicinando sotto il segno dell’incertezza, con i principali modelli previsionali internazionali divisi su due scenari meteorologici profondamente diversi. La situazione sinottica attuale si presenta bloccata, ma non immobile: l’anticiclone subtropicale africano, che da giorni garantisce caldo e stabilità su gran parte del bacino del Mediterraneo, potrebbe vacillare. Oppure, come suggerisce un’ampia parte delle elaborazioni numeriche, potrebbe addirittura rafforzarsi, aprendo la strada a una delle ondate di calore più intense della stagione.
L’ipotesi atlantica: aria fresca a fine mese e primi di LUGLIO
Uno dei possibili sviluppi, tuttavia meno probabili, è quello delineato da alcuni run del modello GFS. Secondo questa visione, tra la fine di GIUGNO e l’inizio di LUGLIO, la struttura anticiclonica potrebbe subire un temporaneo indebolimento, favorendo l’ingresso di aria più fresca e instabile dall’Atlantico settentrionale. Si tratterebbe di una vera anomalia rispetto al trend dominante dell’Estate, capace di portare precipitazioni improvvise, calo termico marcato, ma anche il rischio di fenomeni convettivi intensi in presenza di un suolo e un mare molto caldi.
In questo scenario, il Mediterraneo centrale si troverebbe esposto a movimenti ciclonici rapidi, capaci di spazzare via temporaneamente il caldo africano e rimescolare completamente l’assetto atmosferico. Le temperature, seppur ancora elevate, potrebbero rientrare nelle medie stagionali o scendere leggermente al di sotto in alcune zone interne e montane.
Lo scenario più probabile: rafforzamento del caldo con valori record
Tuttavia, guardando al comportamento attuale dell’atmosfera e alla solidità della cupola anticiclonica subtropicale, appare più realistico lo scenario opposto, quello di un ulteriore rafforzamento del promontorio sahariano, come suggerito dalle ultime elaborazioni sia di GFS che del Centro Europeo ECMWF. Il modello europeo indica un possibile innalzamento delle temperature in quota fino a +24/+25°C a 1500 metri, un valore che, se confermato, spingerebbe le massime al suolo oltre i 40°C in numerose aree della Penisola.
I primi settori a essere coinvolti sarebbero le zone interne del CENTRO-SUD, le PIANURE DEL NORD, le ISOLE MAGGIORI e i tratti costieri del basso Tirreno e dell’Adriatico centrale. A preoccupare, più ancora delle ore diurne, è la prospettiva di un’ondata di notti tropicali senza tregua, con minime che potrebbero non scendere sotto i 26-28°C in città come ROMA, NAPOLI, GENOVA e PALERMO. Il mare, sempre più caldo, contribuirebbe a mantenere elevati i livelli di umidità, amplificando il disagio fisiologico soprattutto in ambiente urbano.
Il Mediterraneo si scalda: un carburante per scenari estremi
In entrambi gli scenari, resta un fattore cruciale: l’eccessivo riscaldamento del Mar Mediterraneo, che rappresenta ormai una costante di questa stagione. Con anomalie termiche positive che sfiorano i +4°C in alcune aree del TIRRENO e dello IONIO, il mare continua ad accumulare energia, preparando il terreno a evoluzioni atmosferiche estreme, indipendentemente dal tipo di circolazione prevalente.
Per questo motivo, anche una breve intrusione fresca atlantica, se dovesse riuscire a penetrare nel cuore del promontorio, potrebbe generare fenomeni meteo violenti, in particolare sotto forma di supercelle temporalesche, grandinate e nubifragi localizzati.
Il quadro, in sintesi, resta aperto ma sbilanciato: ad oggi, il permanere e l’intensificazione dell’anticiclone africano è lo scenario meteo più probabile per la fine di GIUGNO, con il rischio di una nuova ondata di calore ancora più severa. (TEMPOITALIA.IT)






