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Home A La notizia del Giorno

Meteo: il caldo di oggi? Nel futuro lo rimpiangeremo

Antonio Romano di Antonio Romano
10 Giu 2025 - 16:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Quasi 40 gradi al Sud e afa soffocante in Pianura Padana a inizio GIUGNO: se oggi ci sembra una situazione meteo ancora estrema, in un futuro ormai prossimo, potrebbe essere quasi desiderabile rispetto a quello che si prospetta. Le dinamiche atmosferiche stanno cambiando sotto i nostri occhi: il caldo non è più un’eccezione stagionale, ma una nuova normalità estesa e reiterata.

 

Alta pressione subtropicale: la nuova regina delle estati europee

Il motore di questa trasformazione è il consolidarsi dell’Anticiclone subtropicale, che si solleva ciclicamente dal deserto del Sahara e trasporta masse d’aria incandescente verso il Mediterraneo centrale. In un tempo non lontano, questo tipo di configurazione si alternava con periodi instabili o perturbati. Oggi, invece, l’anticiclone si pianta in quota, bloccando ogni evoluzione del tempo e cristallizzando l’atmosfera per intere settimane.

L’assenza di correnti atlantiche o di discese d’aria fresca dal Nord Europa favorisce quello che in meteorologia si definisce blocco atmosferico. Si forma una struttura statica, che impedisce il passaggio di perturbazioni, facendo da barriera impenetrabile. In questo contesto, la subsidenza – cioè la compressione dell’aria dall’alto verso il basso – scalda ancora di più i bassi strati, trasformando le città in forni stagnanti dove il calore, una volta entrato, non riesce più a uscire.

 

Heat dome: la cupola che intrappola l’estate

Sempre più spesso si utilizza il termine heat dome, la “cupola di calore” che descrive perfettamente l’effetto di un’alta pressione che non lascia scampo. Una sorta di tetto invisibile ma solidissimo che blocca il rimescolamento dell’aria, trattiene l’umidità e alimenta un feedback continuo: più l’aria resta ferma, più si scalda. Più si scalda, più diventa difficile rinfrescarla.

E questo non riguarda più solo l’Italia. Le stesse condizioni stanno diventando sempre più frequenti anche in Germania, Paesi Bassi, Belgio e persino nel cuore della Francia, dove l’assenza di climatizzazione domestica, fino a pochi anni fa la norma, è diventata oggi un fattore critico per la vivibilità urbana. L’aria africana non ha più confini geografici.

 

La Pianura Padana: una camera a pressione sempre più calda

La Val Padana è oggi una delle aree più esposte all’effetto combinato tra assenza di vento, umidità persistente e isola di calore urbana. In questa conca naturale, l’aria ristagna a lungo e le temperature notturne non scendono mai sotto i 22-23°C, con punte superiori ai 28-30°C nei quartieri più densamente urbanizzati. A MILANO, in particolare, il cemento e l’asfalto rilasciano calore fino a notte inoltrata, rendendo impossibile qualsiasi raffrescamento naturale.

La struttura meteo tipica di queste situazioni è ben definita: geopotenziali molto alti in quota, isoterme oltre i +20°C a 1500 metri di altezza, e assenza totale di fronti perturbati attivi. È un pattern che si ripete, ogni anno, sempre più precocemente e sempre più a lungo.

 

Quello che oggi chiamiamo estate “estrema”, domani sarà la norma

Ogni volta che un’estate batte un record, si tende a considerarla eccezionale. Ma ormai questi eventi non sono più fuori scala, bensì parte integrante di un nuovo schema stagionale. Le ondate di calore si stanno allungando, anticipando e intensificando. Non solo sono più numerose, ma sono anche più difficili da spezzare. Le estati degli anni 2022 e 2023 non sono che prototipi di quello che ci aspetta: lunghi mesi di calore continuo, intervallati da episodi violenti, non da fasi di tregua.

L’estate comincia a fine MAGGIO e finisce a OTTOBRE, senza una reale distinzione tra le stagioni. Le notti fresche diventano un ricordo. L’aria pulita, un privilegio raro. E ciò che oggi percepiamo come meteo insopportabile sarà, nel giro di pochi anni, una forma di normalità mite rispetto a quanto dovremo affrontare. (TEMPOITALIA.IT)

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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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