A Lecce si toccano i 39,5°C percepiti, mentre al Sud l’afa rende il clima insopportabile
L’analisi della temperatura percepita fotograva la situazione delle ore 15:39 di oggi, e vede il Nord Italia al refrigerio fase 1, quindi non più al top delle classifiche nazionali.
L’estate italiana mostra il suo volto più caldo con temperature percepite che superano abbondantemente quelle reali, soprattutto nelle regioni meridionali e nelle zone costiere. L’indice di calore, che combina temperatura e umidità, rivela una situazione di disagio termico significativo in molte località del Paese. Rammentiamo che l’indice di calore viene utilizzato dai meteorologi di tutto il Mondo.
La maglia nera per il caldo più intenso spetta a Lecce, dove l’indice di calore raggiunge i 39,5°C (36°C reali), seguita da Catania-Fontanarossa con 39,0°C (32°C reali). Completano il podio del caldo più insopportabile Amendola in Puglia con 37,8°C (36°C reali).
“L’umidità fa la differenza”, spiega l’analisi dei dati meteorologici. A Catania-Fontanarossa, infatti, pur con una temperatura reale di soli 32°C, l’umidità al 66% fa percepire ben 7 gradi in più, creando condizioni di disagio notevole per la popolazione.
Le regioni meridionali dominano la classifica delle località più torride. Pratica di Mare nel Lazio registra 37,7°C percepiti (32°C reali), mentre in Calabria Lamezia Terme tocca 37,6°C (31°C reali). Particolarmente critica la situazione in Campania a Pontecagnano, dove si registra il record della differenza tra temperatura reale e percepita: ben 7,4°C in più, con un indice di calore di 37,4°C a fronte di una temperatura di soli 30°C.
L’analisi evidenzia come le località costiere paghino un prezzo elevato in termini di comfort termico. Palermo-Punta Raisi mostra 36,0°C percepiti (30°C reali), con un’umidità del 74% che amplifica notevolmente la sensazione di calore. Anche Brindisi registra 35,0°C (30°C reali) con il 70% di umidità.
Un caso emblematico è rappresentato da Trapani-Birgi e Lampedusa, dove temperature di soli 29°C vengono percepite come 34,5°C a causa dell’elevata umidità che raggiunge il 79%.
Non solo il Sud: anche il Centro-Nord presenta situazioni di disagio termico significativo. Roma nelle sue diverse stazioni meteorologiche mostra valori preoccupanti: Roma Fiumicino registra 35,4°C percepiti (31°C reali), Roma-Ciampino 34,1°C (32°C reali) e Roma-Urbe 35,1°C (35°C reali).
Firenze-Peretola fa registrare 36,9°C percepiti nonostante i 37°C reali, dimostrando come la bassa umidità (27%) possa paradossalmente rendere più sopportabile una temperatura elevata.
Interessante il caso di Piacenza in Emilia-Romagna, dove con soli 28°C reali ma un’umidità dell’88%, l’indice di calore sale a 33,4°C, con un incremento di oltre 5 gradi.
Non tutte le località italiane soffrono allo stesso modo. Decimomannu in Sardegna, pur registrando la temperatura reale più alta con 38°C, grazie a un’umidità bassissima del 16% presenta un indice di calore di 35,9°C, risultando paradossalmente più sopportabile di molte altre località con temperature inferiori.
Le zone alpine e montane offrono il miglior comfort termico: Pian Rosa registra 0°C, Dobbiaco 18°C, Passo Rolle 14°C e Monte Cimone 15°C, rappresentando delle vere oasi di fresco.
L’indice di calore è un parametro fondamentale per valutare i rischi per la salute legati alle ondate di calore. Valori superiori ai 35°C possono causare affaticamento e crampi da calore, mentre oltre i 40°C il rischio di colpi di calore diventa concreto, soprattutto per anziani, bambini e soggetti fragili.
L’indice di calore è calcolato utilizzando la formula del National Weather Service americano che combina temperatura dell’aria e umidità relativa per determinare la temperatura percepita dal corpo umano. I dati si riferiscono alle rilevazioni del pomeriggio di sabato 5 luglio 2025.