(TEMPOITALIA.IT) Emerge una prospettiva decisamente preoccupante per questo mese di Luglio, almeno secondo le ultime proiezioni a medio-lungo termine del Centro Meteo Europeo, che si spingono fino a 46 giorni. Queste indicazioni, che vanno interpretate con la necessaria cautela ma non ignorate, confermano una prosecuzione del caldo anomalo che ha già segnato Giugno 2025. E anzi, secondo le mappe termiche, il peggio potrebbe ancora dover arrivare.
Le anomalie positive di temperatura sono stimate come molto marcate su ampie porzioni del continente europeo, in particolare su Penisola Iberica, Francia, Europa Centrale e Italia. Il Nord Italia, in particolare, sembrerebbe essere nel mirino di questa nuova ondata di calore, con scostamenti dalla media davvero drammatici. Anche il resto del Paese, seppur con scarti più contenuti, sarà sottoposto a temperature molto elevate, superiori a quelle già difficili da sopportare di giugno.
Non si tratterebbe, questa volta, di una semplice continuità di calura. I dati lasciano intuire il possibile sviluppo di una “mega ondata di calore”, un episodio isolato ma estremamente intenso che potrebbe alzare drasticamente i termometri e spingere l’afa oltre i livelli sopportabili. Uno scenario che ricorda da vicino quanto accadde nel 2017, quando il caldo africano prese una rotta diversa e colpì in modo diretto proprio l’Italia, lasciando invece a margine Francia e Spagna.
Tuttavia, non tutto pare orientato in una sola direzione. I modelli suggeriscono che, nel corso delle prossime settimane, ci sarà un temporaneo indebolimento dell’anticiclone africano, che dovrebbe arretrare verso sud. Questo ritiro consentirà l’arrivo di aria leggermente più fresca, soprattutto sulle regioni settentrionali, dove si potranno sviluppare temporali a macchia di leopardo, con coinvolgimento delle aree interne del Centro e di parte del Sud, anche se in modo più marginale. Sardegna e forse Sicilia potrebbero vedere qualche episodio temporalesco, segnale evidente di un cambiamento d’assetto in atto.
Ma attenzione, perché la pausa potrebbe durare poco. Secondo le proiezioni, l’alta pressione tornerà presto a rinforzarsi e a dominarci nuovamente. Con il sole allo zenit e il calendario che ci porta verso il picco stagionale del calore, c’è il rischio concreto che l’Italia venga investita da una nuova risalita di aria rovente dall’Africa, ancora più pervasiva della precedente.
Questo scenario non solo impatterà sulla vita quotidiana, ma avrà effetti anche sui nostri mari. Le temperature marine stanno già toccando valori record, mai registrati così presto nella stagione: 31 °C vicino alle Baleari, 30 °C in molte boe marine italiane. Un dato che normalmente si osservava ad Agosto, e che oggi si manifesta già a inizio Luglio. Il Mediterraneo si sta trasformando in una vasca tropicale, con tutte le conseguenze del caso su ecosistemi, fenomeni temporaleschi e, più in generale, sull’energia termica accumulata nell’ambiente.
Le temperature misurate dalle diverse reti di rilevamento ci raccontano una realtà difficile da negare: in diverse zone interne del Paese si sono già superati i 40 °C, e in molte altre si è stabilmente oltre i 35 °C. Tuttavia, in un Paese come l’Italia, dove il sistema di rilevamento è ancora molto frammentato, con decine di reti diverse tra enti pubblici e privati, non è facile avere una visione uniforme della situazione. E spesso le analisi che leggiamo online non tengono conto di questa complessità, finendo per semplificare troppo.
Infine, sul fronte precipitazioni, le notizie non sono confortanti: sulle Alpi e Prealpi, sebbene si prevedano piogge, queste saranno inferiori alla media. Un dato allarmante, perché da queste zone dipende l’approvvigionamento idrico non solo per le aree montane, ma anche per le regioni di pianura, dove fiumi, torrenti e falde acquifere traggono la loro linfa vitale.
Insomma, Luglio si preannuncia come un mese estremo, in cui il caldo sarà protagonista assoluto, ma con possibili intermezzi instabili. La speranza è che queste proiezioni, pur se autorevoli, non si realizzino nella loro forma più intensa. Ma il quadro generale resta, per ora, tutt’altro che rassicurante. (TEMPOITALIA.IT)






