
(TEMPOITALIA.IT) Il professor Tim Coulson, docente di zoologia all’Università di Oxford, guarda con grande scetticismo alla storia del celebre mostro di Loch Ness. Per lui, l’idea che in quelle acque possa nascondersi una creatura sconosciuta è «biologicamente impossibile». Le numerose fotografie e i video diffusi negli anni, spiega lo studioso, sarebbero stati quasi sempre il frutto di errori di interpretazione.
Secondo Coulson, «quando qualcuno crede di scorgere Nessie, in realtà sta osservando detriti galleggianti o un semplice uccello acquatico, come un cormorano dal collo allungato, che appare nell’acqua. Molti sottovalutano quanto sia facile sbagliarsi sulle proporzioni, specialmente quando si desidera ardentemente incontrare un animale leggendario».
Le ricerche e la mancanza di prove concrete
Nel corso delle numerose spedizioni condotte sulle rive e nelle acque del Loch Ness, non è mai stato rinvenuto alcun resto biologico di una creatura di grandi dimensioni. Nessun animale sconosciuto è finito intrappolato nelle reti da pesca e nemmeno le indagini con le più avanzate tecnologie hanno portato risultati.
Strumenti moderni come sonar e telecamere subacquee non hanno mai offerto elementi concreti. Per Coulson, che ha affrontato il tema in un articolo scritto per la rivista The European, la leggenda di Nessie non regge di fronte a un’analisi rigorosa. Allo stesso modo, lo zoologo ha inserito nello stesso calderone anche figure come il Bigfoot e lo Yeti, simboli di un immaginario che affascina ma che non trova riscontro nella realtà scientifica.
«Se guardiamo ai meccanismi biologici ed evolutivi che renderebbero possibile la sopravvivenza di questi animali, la probabilità crolla fino ad annullarsi. A quel punto resta soltanto la fantasia, il divertente frutto della nostra immaginazione», conclude Coulson.
Quando la leggenda incontra l’occulto
La posizione del professore però esclude del tutto un’altra prospettiva, quella che unisce il mito del mostro con l’occultismo. Alcuni studiosi di fenomeni paranormali, infatti, sostengono che creature come Nessie, il Bigfoot o lo Yeti non siano semplicemente animali sconosciuti, ma esseri che provengono da dimensioni parallele o da altri livelli della realtà.
In questo quadro, il mostro di Loch Ness apparirebbe talvolta come un’entità concreta e tangibile, mentre in altre occasioni sembrerebbe dissolversi come qualcosa di irreale.
A rendere ancora più fitto il mistero c’è la figura di Aleister Crowley, l’occultista che amava definirsi «l’uomo più malvagio del mondo». Crowley visse per anni nella sua Boleskine House, sulle sponde del lago, e secondo diversi racconti compì rituali per evocare entità ultraterrene. È proprio questo legame con il soprannaturale che, nel tempo, ha contribuito ad alimentare la leggenda di Nessie.
Realtà o immaginazione?
Per la comunità scientifica non c’è alcun dubbio: il mostro non esiste. Ma per molti visitatori che affollano le rive del lago, il mito rimane un simbolo dei misteri del mondo. Forse, più che cercare prove concrete della presenza di una creatura sconosciuta, vale la pena riflettere su come le leggende riescano a plasmare la nostra percezione della realtà.
Come ricordava Sherlock Holmes nelle parole attribuite a lui da Arthur Conan Doyle, «se eliminiamo l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità». Lo stesso Doyle arrivò persino a convincersi dell’esistenza delle fate, basandosi su racconti di testimoni e proprie esperienze personali, dedicando anni della sua vita alla ricerca di conferme.
Riferimenti, citazioni
Aleister Crowley ( nato Edward Alexander Crowley ; 12 ottobre 1875 – 1 dicembre 1947) è stato un occultista, poeta, artista, scrittore e alpinista inglese, noto come mago nero e satanista, uno dei ” principali ideologi dell’occultismo” del XX secolo.
Il criptide (dal greco κρύπτω – nascosto) è un personaggio della mitologia moderna, un animale o una pianta, la cui esistenza è considerata possibile dai sostenitori di pseudoscienze come la criptozoologia e la criptobotanica, ma non è riconosciuta dalla comunità scientifica.
Lo yeti ( Bigfoot , ecc. ) è una creatura mitologica simile a una scimmia e a un essere umano, un criptide, che si suppone viva in varie regioni montuose o boschive del mondo. (TEMPOITALIA.IT)






