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La leggenda del mostro di Loch Ness e i legami con l’occulto

Andrea Meloni di Andrea Meloni
16 Ago 2025 - 11:13
in Magazine
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Il mostro di Loch Ness ed i suoi misteri. Immagine di fantasia.

 

 

(TEMPOITALIA.IT) Il professor Tim Coulson, docente di zoologia all’Università di Oxford, guarda con grande scetticismo alla storia del celebre mostro di Loch Ness. Per lui, l’idea che in quelle acque possa nascondersi una creatura sconosciuta è «biologicamente impossibile». Le numerose fotografie e i video diffusi negli anni, spiega lo studioso, sarebbero stati quasi sempre il frutto di errori di interpretazione.

Secondo Coulson, «quando qualcuno crede di scorgere Nessie, in realtà sta osservando detriti galleggianti o un semplice uccello acquatico, come un cormorano dal collo allungato, che appare nell’acqua. Molti sottovalutano quanto sia facile sbagliarsi sulle proporzioni, specialmente quando si desidera ardentemente incontrare un animale leggendario».

 

Le ricerche e la mancanza di prove concrete

Nel corso delle numerose spedizioni condotte sulle rive e nelle acque del Loch Ness, non è mai stato rinvenuto alcun resto biologico di una creatura di grandi dimensioni. Nessun animale sconosciuto è finito intrappolato nelle reti da pesca e nemmeno le indagini con le più avanzate tecnologie hanno portato risultati.

Strumenti moderni come sonar e telecamere subacquee non hanno mai offerto elementi concreti. Per Coulson, che ha affrontato il tema in un articolo scritto per la rivista The European, la leggenda di Nessie non regge di fronte a un’analisi rigorosa. Allo stesso modo, lo zoologo ha inserito nello stesso calderone anche figure come il Bigfoot e lo Yeti, simboli di un immaginario che affascina ma che non trova riscontro nella realtà scientifica.

«Se guardiamo ai meccanismi biologici ed evolutivi che renderebbero possibile la sopravvivenza di questi animali, la probabilità crolla fino ad annullarsi. A quel punto resta soltanto la fantasia, il divertente frutto della nostra immaginazione», conclude Coulson.

 

Quando la leggenda incontra l’occulto

La posizione del professore però esclude del tutto un’altra prospettiva, quella che unisce il mito del mostro con l’occultismo. Alcuni studiosi di fenomeni paranormali, infatti, sostengono che creature come Nessie, il Bigfoot o lo Yeti non siano semplicemente animali sconosciuti, ma esseri che provengono da dimensioni parallele o da altri livelli della realtà.

In questo quadro, il mostro di Loch Ness apparirebbe talvolta come un’entità concreta e tangibile, mentre in altre occasioni sembrerebbe dissolversi come qualcosa di irreale.

A rendere ancora più fitto il mistero c’è la figura di Aleister Crowley, l’occultista che amava definirsi «l’uomo più malvagio del mondo». Crowley visse per anni nella sua Boleskine House, sulle sponde del lago, e secondo diversi racconti compì rituali per evocare entità ultraterrene. È proprio questo legame con il soprannaturale che, nel tempo, ha contribuito ad alimentare la leggenda di Nessie.

 

Realtà o immaginazione?

Per la comunità scientifica non c’è alcun dubbio: il mostro non esiste. Ma per molti visitatori che affollano le rive del lago, il mito rimane un simbolo dei misteri del mondo. Forse, più che cercare prove concrete della presenza di una creatura sconosciuta, vale la pena riflettere su come le leggende riescano a plasmare la nostra percezione della realtà.

Come ricordava Sherlock Holmes nelle parole attribuite a lui da Arthur Conan Doyle, «se eliminiamo l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità». Lo stesso Doyle arrivò persino a convincersi dell’esistenza delle fate, basandosi su racconti di testimoni e proprie esperienze personali, dedicando anni della sua vita alla ricerca di conferme.

 

Riferimenti, citazioni

Aleister Crowley ( nato Edward Alexander Crowley ; 12 ottobre 1875 – 1 dicembre 1947) è stato un occultista, poeta, artista, scrittore e alpinista inglese, noto come mago nero e satanista, uno dei ” principali ideologi dell’occultismo” del XX secolo.

Il criptide (dal greco κρύπτω – nascosto) è un personaggio della mitologia moderna, un animale o una pianta, la cui esistenza è considerata possibile dai sostenitori di pseudoscienze come la criptozoologia e la criptobotanica, ma non è riconosciuta dalla comunità scientifica.

Lo yeti ( Bigfoot , ecc. ) è una creatura mitologica simile a una scimmia e a un essere umano, un criptide, che si suppone viva in varie regioni montuose o boschive del mondo. (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: mostro di Loch Nessocculto
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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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