Negli ultimi anni, numerose indagini epidemiologiche e rapporti ufficiali hanno documentato l’effetto delle ondate di calore sulla mortalità in Italia, con un’attenzione crescente anche agli episodi avvenuti in contesti balneari. L’Istituto Superiore di Sanità, attraverso il Centro Nazionale di Epidemiologia, monitora ogni estate le 21 città capoluogo di regione e, dal 2005, coordina un sistema di allerta che controlla quotidianamente 27 centri urbani nel periodo maggio–settembre, analizzando l’eccesso di mortalità e inviando bollettini di previsione e prevenzione. I dati storici mostrano come l’estate 2003 sia rimasta un riferimento drammatico: oltre 4.175 morti in eccesso tra gli over 65 solo nei capoluoghi, con picchi maggiori nelle grandi città.
Nel 2025, un’analisi del Grantham Institute dell’Imperial College London ha stimato circa 2.300 decessi per calore in 12 città europee, tra cui Milano (499), Roma (282) e Sassari (6). Più del 60% di queste morti è stato attribuito a temperature estreme amplificate dal cambiamento climatico. Lo studio specifica che nel computo rientrano anche vittime in spiaggia, registrate durante l’ondata di caldo tra fine giugno e inizio luglio 2025.
Il Ministero della Salute e il Dipartimento di Epidemiologia Ssr Lazio confermano che, negli ultimi anni, gli incrementi di mortalità estiva superano il 4% nei periodi di allerta, con impatti maggiori su anziani ultraottantacinquenni e su chi trascorre molte ore in ambienti esterni esposti, comprese spiagge affollate. Le principali cause di morte per colpo di calore risultano legate a patologie cardiache e respiratorie, aggravate dal caldo prolungato.
Il mese di luglio 2025 ha registrato un boom di vittime in spiaggia, soprattutto al Sud e nelle isole maggiori. Nel Salento, tra il 21 e il 22 luglio, si sono contati almeno 5 decessi in 24 ore con temperature oltre i 40°C. In Sardegna, un 75enne a Budoni e un 60enne a San Teodoro sono morti per malori improvvisi durante la permanenza al mare.
Gli studi europei hanno definito l’ondata di calore del 2025 “tre volte più mortale” delle precedenti, con circa 500 morti in Italia tra giugno e luglio attribuibili al caldo, un fenomeno ormai collegato in modo diretto ai cambiamenti climatici. Le categorie più esposte restano anziani, persone con patologie croniche e bambini sotto i 2 anni.
Il colpo di calore si manifesta con svenimento, debolezza, mal di testa, crampi, nausea e confusione mentale; nei casi più gravi può causare shock e danni agli organi vitali. Le misure preventive raccomandano di evitare l’esposizione nelle ore più calde (11–17), indossare abiti chiari e leggeri, mantenere idratazione costante e scegliere zone ventilate e ombreggiate in spiaggia.