(TEMPOITALIA.IT) Il numero di notti tropicali – quelle in cui la temperatura minima resta sopra i 20°C – è esploso in molte aree urbane italiane, spinto dall’effetto isola di calore che trasforma i centri abitati in veri serbatoi di calore anche dopo il tramonto. L’accumulo termico dovuto ad asfalto, cemento e scarsa presenza di verde urbano fa sì che l’aria resti calda fino all’alba, con conseguenze sempre più gravi per la salute e la vivibilità delle città.
Nel Nord Italia, città come Milano registrano ormai quasi 80 notti tropicali all’anno, un incremento di 36 notti rispetto a quindici anni fa. Nel Centro, Roma tocca quota 84 (+30) e nel Sud la media arriva a 97 (+21), con diversi capoluoghi che superano le 120 notti afose ogni anno. Milano ha segnato un record storico a giugno 2025, con 27 notti tropicali su 30, mentre in città costiere come Palermo si arriva a 143 notti, il valore più alto in assoluto.
Il fenomeno è amplificato in città densamente costruite e poco ventilate: Torino ha guadagnato 54 notti tropicali in più rispetto a quindici anni fa (84 totali), Bologna ne conta 96 (+40), Bari oltre 97 (+33), Firenze 84 (+32), mentre Napoli raggiunge 117 e Messina 122. In Reggio Calabria si toccano le 121 notti, in Catania le 117.
Durante queste notti, in alcune aree urbane la temperatura percepita resta tra i 27°C e i 30°C, senza permettere al corpo di raffreddarsi. In zone costiere e insulari, soprattutto lungo il Mar Mediterraneo, le minime superano frequentemente i 28°C, complice il mare che rilascia calore anche dopo il tramonto.
Gli effetti sulla salute sono rilevanti: anziani, bambini e persone con problemi cardiaci o respiratori sono esposti a colpi di calore, disidratazione e stress termico continuo. Il sonno risulta compromesso, aumentando la richiesta di interventi sanitari d’emergenza.
L’impatto non è solo sanitario: l’uso massiccio di condizionatori e ventilatori durante la notte spinge in alto i consumi elettrici e può mettere in crisi le reti urbane. In agricoltura, le temperature notturne elevate riducono la resa di alcune colture e modificano la qualità dei prodotti. Il caldo favorisce inoltre la diffusione di insetti e malattie tipiche di climi tropicali.
Le strategie per contenere il fenomeno passano dall’ampliamento del verde urbano alla progettazione di edifici sostenibili con materiali riflettenti e tetti verdi, fino a un’urbanistica capace di migliorare la ventilazione naturale e ridurre la densità edilizia. Un cambio di rotta strutturale diventa essenziale per evitare che le notti tropicali diventino la nuova normalità in gran parte d’Italia. (TEMPOITALIA.IT)










