Alta pressione con qualche crepa
La bolla subtropicale è pronta a conquistare l’Italia a partire dall’8 agosto, ma le ultime simulazioni dei modelli matematici mostrano piccole crepe nel suo assetto. Non si tratta di un vero guasto barico, piuttosto di lievi infiltrazioni umide atlantiche che, insinuandosi durante la settimana di Ferragosto, potrebbero minare la stabilità assoluta dell’anticiclone africano.
Infiltrazioni fresche e gradiente verticale: l’innesco dei temporali
Nei giorni che precedono Ferragosto, l’ingresso di aria meno calda dal Nord Atlantico aumenterà il gradiente termico verticale, cioè la differenza di temperatura tra suolo e quota: di giorno le temperature saranno molto elevate, ma in quota l’aria si raffredderà quel tanto che basta per favorire la crescita di cumulonembi imponenti. Le prime aree sensibili saranno le Alpi e e in misura minore l’Appennino, ma non si esclude, sebbene al momento paia poco probabile, che qualche temporale possa sfondare verso la Val Padana e le zone dell’immediato entroterra costiero del Centro Italia.
Temporali a macchia di leopardo
In presenza di un serbatoio caldo-umido nei bassi strati, i temporali pomeridiani o serali potranno scaricare nubifragi, grandinate e raffiche di vento improvvise, ma in contesti molto limitati. Dove le celle temporalesche colpiranno, la temperatura scenderà bruscamente, salvo poi tornare a salire quando il fenomeno si esaurirà.
Caldo persistente nonostante i rovesci
Le attuali emissioni non vedono un collasso dell’alta pressione: al contrario, la canicola potrebbe estendersi anche oltre Ferragosto. Gli eventuali episodi temporaleschi si comporteranno da fastidiose spine nel fianco, capaci di smuovere l’aria ma non di disinnescare il dominio subtropicale. Con questo scenario resta probabile il prolungarsi di notti tropicali e di giornate con massime vicine a 40 °C nelle aree interne del Centro-Sud e oltre 35 °C in Val Padana.
Credit: per la redazione dell’articolo abbiamo analizzato i dati di ECMWF e GFS.