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Quando avremo il meteo fresco, la prima data

Andrea Meloni di Andrea Meloni
08 Ago 2025 - 17:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News, Zoom
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Una potente ondata di caldo africano sta investendo l’Italia, con picchi locali fino a 40 °C e un tasso di umidità elevato che renderà l’aria afosa e opprimente. Il culmine è atteso intorno a Ferragosto, seguito da un leggero calo delle temperature ma con umidità ancora alta e possibili temporali intensi, specie nelle zone interne, in Sardegna, Sicilia e, in serata, al Nord, talvolta con grandine. Secondo i principali modelli matematici internazionali, l’episodio potrebbe protrarsi fino a fine mese o addirittura ai primi di settembre, aggravando i disagi nelle aree urbane colpite dall’effetto delle isole di calore.

 

Un’intensa ondata di caldo africano sta interessando l’Italia, con temperature che localmente potrebbero toccare i 40 °C e un tasso di umidità in aumento, capace di trasformare il caldo in afa opprimente. Il picco è atteso intorno a Ferragosto, seguito da una lieve flessione termica ma con umidità ancora alta e possibili temporali intensi nelle zone interne e, in serata, al Nord, talvolta accompagnati da grandine. Secondo i modelli matematici internazionali, l’ondata potrebbe durare fino a fine mese, o persino spingersi ai primi di settembre, creando disagi soprattutto nelle aree urbane colpite dall’effetto delle isole di calore.

 

Torna alla ribalta l’ondata di caldo africano che, come ampiamente sottolineato da tutti i miei colleghi, ci accompagnerà per un po’ di tempo. In merito a questo, l’aspetto più importante sembra essere non solo la presenza di temperature elevate, ma anche l’aumento del tasso di umidità, che andrà a generare una condizione atmosferica definita caldo afoso.

 

Il caldo afoso è deleterio perché riduce l’evaporazione del sudore sulla nostra pelle e, di conseguenza, provoca una percezione termica superiore a quella rilevata dai termometri. Conoscere quella che è la percezione termica, quindi il cosiddetto heat index in inglese, è di rilevante importanza, nonostante alcuni in Italia non siano d’accordo. Tuttavia, la meteorologia è internazionale, pertanto l’opinione del singolo non fa scuola. La metodologia italiana si affida sempre più a quella americana, quindi dobbiamo seguire i canoni della metodologia degli Stati Uniti d’America, considerata tra le più avanzate al mondo.

 

Allora, il caldo potrebbe raggiungere localmente anche i 40 °C, ma non assisteremo necessariamente a un’eccezionalità in termini di temperature estreme, anche se questo è ancora tutto da verificare, in quanto avremo isoterme alla quota di 850 hPa molto alte. Questa è una quota in libera atmosfera dove si misura una determinata temperatura, parametro molto importante, ma non l’unico: altrettanto rilevante è l’altezza del geopotenziale, ovvero dell’alta pressione in quota.

Quando abbiamo una pressione atmosferica in quota particolarmente elevata, questa tende a comprimere l’aria nei bassi strati dell’atmosfera e a surriscaldarla. Quindi, a parità di temperatura a 850 hPa, con una maggiore compressione dell’aria verso i bassi strati, le temperature al suolo risultano più alte. Perciò i due parametri devono essere considerati entrambi, probabilmente con la medesima importanza, ma non va sottovalutato quello in quota, che genera la temperatura reale che si andrà a registrare.

 

Come ho detto prima, un altro elemento da considerare è il tasso di umidità, cioè la concentrazione di vapore acqueo in atmosfera. Questo, combinato con temperature elevate, produce una sensazione termica di caldo afoso o addirittura di caldo molto afoso, creando condizioni meteo particolarmente pesanti da sopportare. Secondo le ultime proiezioni dei modelli matematici, il picco di caldo si avrà probabilmente attorno a Ferragosto, seguito da una lieve discesa dei termometri ma, al contempo, da un aumento del tasso di umidità.

 

Inoltre, una novità che fino a pochi giorni fa non era prevista riguarda la possibile instabilità atmosferica, che potrebbe generare temporali, specialmente nelle zone interne della penisola e nelle isole maggiori, cioè Sardegna e Sicilia, durante il pomeriggio.

Nel Nord Italia, invece, i temporali potrebbero verificarsi in serata e di notte, in particolare in Pianura Padana. In alcuni casi, questi fenomeni potrebbero assumere forte intensità ed essere accompagnati da grandinate, anche di grosse dimensioni. Ovviamente non si può sapere con certezza dove grandinerà o se ciò avverrà: si tratta esclusivamente di una possibilità, poiché stiamo parlando di previsioni meteo e non di certezze, cosa che cerco di ribadire in tutti i modi.

 

Non esiste la previsione meteo “sbagliata”, perché la previsione è sempre una proiezione e le proiezioni, difficilmente sono corrette al 100%.

 

Qui stiamo parlando di un’evoluzione meteo a lungo termine, avendo esteso l’analisi fino a due settimane. Sono perfettamente consapevole che una previsione a così lungo termine vada confermata, poiché oltre i cinque giorni la sua affidabilità cala sensibilmente.

 

Tuttavia, in una situazione atmosferica come quella prevista, per una serie di ragioni, l’affidabilità è superiore alla media, quindi la possibilità di avere un’ondata di calore prolungata è molto alta, mentre diventa incerta la data della sua fine. In sostanza, è difficile stabilire quando terminerà questa ondata di caldo, ovvero quando si attenueranno sia le temperature elevate che l’alto tasso di umidità, restituendoci condizioni meteo più congeniali alla vita quotidiana. Come sappiamo, il caldo quando diventa molto afoso diventa opprimente e genera problemi soprattutto nelle aree urbane, a causa delle isole di calore che non sono limitate esclusivamente alle metropoli, ma si avvertono anche nei centri minori, alterando la temperatura che si misurerebbe senza tutto quel cemento attorno.

 

Quanto al refrigerio, possiamo dire che entro fine mese potremmo avere un calo delle temperature e probabilmente un’attenuazione del tasso di umidità, anche perché, generalmente, queste situazioni non superano i 15-20 giorni di durata. Tuttavia, stavolta parliamo del mese di agosto, uno dei periodi più caldi dell’anno, che spesso ha visto ondate di calore protrarsi fino agli ultimi giorni del mese o addirittura ai primi di settembre.

 

Questo evento meteo, dunque, potrebbe durare anche un mese, diventando molto pesante da sopportare, soprattutto perché, se attualmente milioni di italiani sono in ferie, al ritorno troveranno città e luoghi di lavoro con un caldo piuttosto intenso. Quella che avremo sarà una situazione meteo molto delicata, che analizzeremo giorno per giorno, motivo per cui vi invitiamo a seguire i prossimi aggiornamenti meteo.

 

Credit: l’articolo è stato redatto su dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON.

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Andrea Meloni

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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