
(TEMPOITALIA.IT) I principali centri di calcolo, in particolare l’europeo ECMWF, suggeriscono che l’inverno prossimo potrebbe vedere un Vortice Polare meno compatto, influenzato da una La Niña di debole intensità; le simulazioni puntano su un Gennaio con precipitazioni nevose sopra la media su Alpi e Centro-Nord, mentre Dicembre e Febbraio mostrano per ora un segnale più neutro e andranno rivalutati con aggiornamenti futuri.
Contesto climatico globale
Le acque superficiali del Pacifico tropicale stanno registrando un raffreddamento anomalo riconducibile a La Niña. Gli episodi con ENSO negativo, anche se di magnitudo modesta, spesso si accompagnano a un Vortice Polare meno stabile e più esposto a disturbi stratosferici, con implicazioni a scala planetaria sulla distribuzione delle masse d’aria fredda.
Impatto di La Niña sull’emisfero boreale
Le statistiche mostrano che, in presenza di La Niña, l’America Settentrionale sperimenta più facilmente irruzioni gelide e nevicate abbondanti. Gli stessi meccanismi possono riflettersi sull’Europa, specie quando la circolazione zonale rallenta e si creano scambi meridiani favorevoli al trasporto di aria artica verso latitudini più basse.
Proiezioni ECMWF sulle nevicate europee
Le prime uscite stagionali del modello ECMWF individuano un’anomalia positiva delle precipitazioni nevose durante Gennaio sull’Europa centro-occidentale. Il segnale appare legato a una probabile area di Alta Pressione sulle regioni settentrionali del continente, configurazione che favorirebbe la discesa di correnti fredde lungo il bordo orientale anticiclonico.
Possibili scenari per Gennaio 2026
Nel caso di un Vortice Polare disturbato, l’Italia settentrionale potrebbe ricevere più impulsi perturbati carichi di umidità atlantica che, interagendo con l’aria fredda in quota, genererebbero nevicate più frequenti su Alpi, Appennino settentrionale e pianure adiacenti. La persistenza di tale pattern dipenderà dalla durata dell’anticiclone polare e dall’intensità del flusso nord-occidentale.
Incertezza su Dicembre e Febbraio
Le stesse elaborazioni indicano per Dicembre e Febbraio anomalie meno marcate. Tuttavia un disturbo intenso del Vortice Polare nel cuore dell’inverno potrebbe avere effetti ritardati, propagandosi anche a inizio Febbraio. Sarà quindi necessario monitorare l’evoluzione autunnale per confermare o rivedere queste ipotesi.
Credit: l’articolo è stato redatto consultando principalmente le elaborazioni del modello meteo-climatico ECMWF. (TEMPOITALIA.IT)









