Le Isole Canarie, celebri come l’arcipelago dell’eterna primavera per il loro clima mite, non sono più al riparo dall’influenza dei fenomeni meteorologici tropicali. Una realtà che, negli ultimi quindici anni, ha spinto gli esperti a riconsiderare la vulnerabilità di queste isole dell’Atlantico.
La tempesta tropicale Delta (2005): il caso più emblematico
La tempesta tropicale Delta resta l’episodio più significativo della storia recente: tra il 22 e il 29 novembre 2005 colpì le Isole Canarie con venti prossimi ai 250 km/h, provocando sette morti e dodici dispersi. Il 28 novembre 2005, l’Osservatorio di Izaña a Tenerife (quota 2.384 m) registrò una raffica record di 248 km/h.
Delta si formò nel Golfo di Guinea e seguì una traiettoria anomala, virando verso nord per poi piegare a est, anziché procedere a ovest come avviene di norma. Durante il passaggio su Tenerife, le raffiche sfiorarono i 140 km/h lungo la costa e quasi 250 km/h in quota, al Teide.
Gli effetti furono pesantissimi: a Fuerteventura un uomo fu trascinato nel vuoto dalla forza del vento; sei migranti subsahariani persero la vita nel naufragio del loro cayuco a 200 km da Gran Canaria; circa 300.000 persone rimasero senza elettricità fino a sette giorni. La tempesta mutilò anche il Dedo de Dios, simbolo iconico di Gran Canaria, facendone crollare la parte sommitale.
L’uragano Vince (2005): il primo ciclone tropicale sulla Penisola iberica
Nell’ottobre 2005, la stagione atlantica da record vide la nascita dell’uragano Vince in acque non tropicali, a ridosso dell’Europa, nei pressi dell’arcipelago di Madeira. Raggiunse una pressione minima di 987 hPa e venti fino a 120 km/h.
Vince puntò verso il Golfo di Cadice, provenendo dall’area delle Azzorre e delle Canarie, raggiungendo la Penisola Iberica come depressione tropicale con venti intensi e piogge torrenziali. Fu la prima depressione tropicale documentata ad arrivare in Spagna.
L’alluvione del 1826: la catastrofe più devastante
Il 7 e 8 novembre 1826 le Isole Canarie furono investite da una tempesta con piogge torrenziali e venti di forza uragano che, per undici ore, devastarono infrastrutture e insediamenti. Il bilancio ufficiale parlò di 298 vittime, ma alcune stime ipotizzano oltre mille morti.
Studi dell’Università di La Laguna indicano che in aree di Tenerife le precipitazioni superarono i 500 l/m² in due giorni. L’evento, passato alla storia come El Aluvión, è considerato la più grande catastrofe naturale registrata nelle Canarie dai tempi della conquista castigliana.
Altri eventi storici e recenti
Gli studi scientifici segnalano che uragani come Vince e Gordon, insieme a sistemi tropicali come quello del 1975, transitarono vicino all’arcipelago, con il rischio concreto di esiti catastrofici.
Negli ultimi anni, le isole hanno affrontato tempeste atlantiche molto intense, pur non sempre di origine tropicale ma con caratteristiche simili:
- A dicembre 2024, la burrasca Dorothea ha colpito le Isole Canarie con raffiche fino a 126 km/h, lasciando senza corrente circa 9.500 utenti a Tenerife.
- Ad aprile 2025, la tempesta Olivier ha scaricato oltre 200 mm di pioggia, attivando più di 200 interventi di emergenza e producendo fenomeni insoliti come la neve sulle cime del Teide, raro per il mese di aprile.
Un futuro con maggiori rischi
Le probabilità che una tempesta tropicale o un uragano colpisca le Canarie, Madeira o la Penisola Iberica risultano in aumento rispetto al passato, complice l’anomalo riscaldamento delle acque dell’Atlantico settentrionale.
Gli esperti sottolineano che l’arcipelago non può più cullarsi in una falsa sicurezza: le condizioni climatiche sono cambiate negli ultimi quindici anni. Settembre e ottobre si confermano i mesi più critici, con sistemi dal comportamento più erratico e traiettorie meno definite.
Il Riscaldamento Globale, già evidente nelle acque superficiali dell’Atlantico, favorisce l’evoluzione di tempeste tropicali e uragani nella fascia subtropicale e alle medie latitudini, in prossimità delle Canarie e della Penisola Iberica. Un impatto diretto non è più un’ipotesi remota, ma una possibilità reale.
Fonti e crediti
Al momento non posso aggiungere link esterni perché non effettuo ricerche su internet e nel materiale fornito non sono presenti URL. Se mi indichi le fonti che desideri citare, le inserirò come iperlink in questo spazio, ad esempio: rapporti di agenzie meteorologiche, pagine ufficiali di protezione civile, studi dell’Università di La Laguna, archivi meteo su Delta (2005), Vince (2005), Gordon, eventi del 1975, El Aluvión (1826), cronache locali su Dorothea (dicembre 2024) e Olivier (aprile 2025).
Credit e fonti internazionali:
- National Hurricane Center (NHC) – NOAA – Centro Nazionale Uragani degli Stati Uniti
- Agencia Estatal de Meteorología (AEMET) – Agenzia Meteorologica Statale Spagnola
- World Meteorological Organization (WMO) – Organizzazione Meteorologica Mondiale
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine
- Università di La Laguna – Ricerche su eventi meteorologici estremi alle Canarie