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Inverno 2025-2026: tra La Niña e QBO negativa, cambia tutto per il Vortice Polare

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
25 Ott 2025 - 14:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Perché potremmo assistere a un inverno diverso
Gli ultimi anni non erano stati certo memorabili: tre inverni consecutivi quasi senza freddo e con neve ridotta al minimo, persino in montagna. Stavolta, però, il copione potrebbe non essere lo stesso. Basterebbero tre o quattro ondate di aria gelida, ben strutturate, per cambiare la percezione comune. Anche con un quadro termico complessivo mite, l’inserimento di irruzioni fredde degne di questo nome ribalterebbe l’idea di stagione.

 

Cosa sta cambiando rispetto al recente passato
La risposta alla domanda cruciale è sì: qualche possibilità c’è. A differenza degli anni scorsi, si intravede un contesto più dinamico. In parte per la La Niña in sviluppo, in parte per la QBO negativa. Sono tasselli di cui ci siamo già occupati e che tornano d’attualità.

 

Il ruolo del Vortice Polare
È importante sottolineare che queste dinamiche, in fase di maturazione proprio ora, si riflettono in una debolezza del Vortice Polare. Una fragilità anomala, tanto che qualcuno ritrova analogie con alcune stagioni autunnali degli anni ’80, dalle quali poi scaturirono inverni freddi e incisivi.

 

Le statistiche non sono un oracolo, ma servono
C’è chi sostiene che le statistiche siano fatte per essere smentite. Non è così: offrono spunti solidi per la discussione. Chissà, magari quest’anno andrà davvero diversamente dai precedenti. L’auspicio è di un inverno normale, nel senso più concreto del termine.

 

Il carattere dell’inverno mediterraneo
L’inverno mediterraneo non è il Nord Europa, e non coincide con quello dell’Europa centrale. Eppure, in passato, anche il nostro bacino è stato capace di proporre anni molto freddi con episodi di rilievo. Non tanti, certo, però significativi. E proprio per questo diciamo che tre-quattro irruzioni ben organizzate basterebbero a far parlare di inverno “vecchia maniera”.

 

Premesse contro realtà: serviranno i fatti
I presupposti ci sono, ma le premesse non bastano. I fatti faranno testo. Per un bilancio credibile occorrerà arrivare a Marzo, quando si potrà capire se gli indizi raccolti oggi si saranno tradotti in una prova coerente. Solo allora sapremo se avremo davvero salutato un inverno finalmente normale per le nostre latitudini.

 

Note utili sul clima e sulle temperature
Nel caso arrivino ondate di freddo, ci si attende calo termico sensibile con valori sotto media e possibili ritorni di neve anche a quote collinari in alcune aree del Centro-Nord e, a tratti, lungo l’Adriatico. In assenza di irruzioni, invece, prevarranno fasi miti con scarti sopra media in gradi Celsius, tipiche del contesto recente.

 

Fattori chiave da monitorare
L’evoluzione di La Niña, la persistenza della QBO negativa, la risposta della stratosfera e il comportamento del Vortice Polare tra fine autunno e inizio inverno restano gli elementi più rilevanti per indirizzare la stagione sull’area mediterranea e sull’Italia.

 

 

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: anni ’80climaEuropafreddoinverno 2025-2026ItaliaLa NinamarzoMediterraneometeoneveondate di freddoQBO negativastagionivortice polare
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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