(TEMPOITALIA.IT) Il maltempo si è preso una pausa lampo, giusto il tempo di tirare il fiato, ma già nelle prossime ore tornerà protagonista. L’inizio di dicembre sarà infatti accompagnato da due nuove perturbazioni ravvicinate, una tra lunedì e martedì e l’altra, ben più insidiosa, attesa tra il 3 e il 5 dicembre.
Ed è proprio la seconda a destare maggiore attenzione.
Ciclone in risalita verso il sud Italia
I cicloni mediterranei che si formano tra i canali di Sardegna e Sicilia tendono spesso a diventare i più insidiosi, perché seguono un percorso diverso rispetto alle classiche perturbazioni atlantiche. Invece di muoversi da ovest verso est, risalgono dal Nord Africa verso il cuore del Mediterraneo, trascinando con sé aria calda e enormi quantità di umidità.
Quando una struttura depressionaria si muove dalla Tunisia o dal Canale di Sicilia verso il Tirreno, porta con sé un’enorme energia: correnti umide potenti, mari molto carichi di calore e un’atmosfera già predisposta all’instabilità. È in questi casi che l’Italia può essere investita da temporali violenti, precipitazioni molto abbondanti e nubifragi, soprattutto lungo le aree rivolte ai venti di scirocco.
Le principali simulazioni, compresi i modelli americani e quelli europei, stanno mostrando una dinamica molto simile: una massa d’aria fresca nord-atlantica sta per scivolare verso il Mediterraneo occidentale, dando origine a una depressione profonda tra Algeria, Tunisia e Sicilia.
È proprio lì che potrebbe prendere vita un ciclone mediterraneo pienamente sviluppato.
Questa struttura, una volta formatasi, sarebbe in grado di richiamare scirocco sostenuto, umidità e aria instabile, generando un peggioramento diffuso e, in alcuni casi, violento.
Sud nel mirino del forte maltempo
Se le proiezioni verranno confermate, la giornata di mercoledì 3 dicembre potrebbe aprirsi con un quadro meteo davvero insidioso. Le regioni più esposte sarebbero quelle meridionali, con Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia pronte a fare i conti con rovesci continui e temporali strutturati.
Le correnti di scirocco, molto umide, rischiano di urtare contro i rilievi ionici creando il classico effetto stau, quel meccanismo che aumenta ulteriormente la quantità di pioggia. È questo il motivo per cui gli accumuli stimati dai modelli superano facilmente i 100–150 mm in alcune zone, soprattutto lungo le aree montuose e collinari più esposte.
È uno scenario che può degenerare rapidamente in allagamenti, frane e locali criticità idrogeologiche, soprattutto dove il terreno è già saturo dopo le ultime piogge.
Il maltempo potrebbe poi risalire verso Centro e Nord
Dopo la fase più acuta sul Sud, il ciclone potrebbe spingersi più a nord tra giovedì 4 e venerdì 5 dicembre. È una dinamica ancora in evoluzione: molto dipenderà dalla posizione del minimo di pressione, che determinerà quali zone saranno maggiormente investite dal maltempo.
Una volta superata questa fase, ci potrebbe essere un nuovo cambio di scenario, con un possibile ritorno dell’alta pressione nel prosieguo del mese. Ma si tratta ancora di una tendenza da confermare, e ne parleremo con maggiore chiarezza nei prossimi aggiornamenti. (TEMPOITALIA.IT)







