Dalle correnti fredde a uno scenario meno rigido a inizio anno
(TEMPOITALIA.IT) Lo scenario meteo di questi giorni ci descrive un Inverno decisamente turbolento, caratterizzato da scambi meridiani molto rapidi e contrasti termici netti. Non c’è nulla di immobile in questo quadro. Il focus principale va posto su una massiccia discesa di aria artica che sta scorrendo lungo il fianco orientale dell’anticiclone, i cui massimi di pressione si trovano attualmente a ridosso dell’Islanda. Si tratta di una configurazione barica che, quasi per inerzia, spalanca i cancelli a incursioni gelide dirette verso l’Europa meridionale.
Proprio tra oggi e domani, questo flusso freddo raggiunge l’Italia, scortato da un fronte instabile forse non organizzatissimo, ma assolutamente in grado di dare una brusca ridimensionata alle temperature. Il crollo termico si avvertirà in modo particolare sulle Regioni Adriatiche e lungo la dorsale dell’Appennino, dove la colonnina di mercurio scivolerà al di sotto delle medie del periodo, portando precipitazioni veloci e a macchia di leopardo. Fenomeni non persistenti, ma sufficienti a ricordarci che la stagione fredda è nel vivo della sua potenza.
Gelo notturno e la tregua di Capodanno
Questa fase cruda sembra destinata ad avere il fiato corto. Già in corrispondenza del Capodanno, la spinta artica andrà esaurendosi, sebbene il risveglio di Giovedì 1 Gennaio porterà in dote valori minimi davvero rigidi, con estese gelate che toccheranno anche la Pianura Padana, specialmente al Centro-Nord. Sarà una mattinata dal sapore pienamente invernale, seguita tuttavia da inequivocabili segnali di mutamento.
Nel frattempo, l’attenzione si sposta verso latitudini più settentrionali. Una vasta depressione centrata sulla Scandinavia piloterà un nuovo impulso di aria fredda di matrice artico-marittima, ma la rotta sarà differente. Il nucleo principale verrà infatti dirottato verso l’Europa sud-occidentale, richiamato da un vortice ciclonico in azione sulla Spagna. Una manovra che stravolge l’assetto della circolazione su scala continentale.
Il ritorno delle piogge e le correnti umide
Con la saccatura ormai sbilanciata verso ovest, sull’Italia si innescherà un vigoroso richiamo di correnti umide sud-occidentali. I primi effetti tangibili si potranno apprezzare a partire da Venerdì 2 Gennaio, momento in cui i termometri inizieranno a risalire e le condizioni meteo torneranno a farsi instabili. Le piogge diverranno via via più frequenti e a tratti intense, colpendo con maggiore insistenza i versanti del Tirreno.
Discorso a parte merita il Nord Italia, dove nei bassi strati dell’atmosfera potrebbe resistere tenacemente un “cuscino” di aria fredda preesistente. È una situazione molto delicata, che spalanca le porte a possibili nevicate fino a quote molto basse, segnatamente sul Nord-Ovest, in un contesto termico estremamente variegato. Simili configurazioni richiedono un attento monitoraggio, poiché variazioni di un solo grado possono determinare la differenza tra pioggia e neve.
Prospettive instabili e di nuyovo più fredde per l’Epifania
L’onda perturbata pare intenzionata a mostrare una certa persistenza, accompagnandoci molto probabilmente fino alla festa dell’Epifania, ma in un contesto termico che dal 5 gennaio potrebbe farsi di nuovo decisamente più freddo, se la depressione mediterranea venisse agganciata dal vasto ciclone di origine artica presente sul Centro Europa. L’Inverno si conferma dunque dinamico e ben lontano dall’essere concluso.
Fonti e approfondimenti internazionali






