
(TEMPOITALIA.IT) La parentesi di calma atmosferica che ha avvolto l’Italia nelle scorse giornate sta per giungere al capolinea. L’Anticiclone, ormai in evidente ritirata, lascerà campo libero a correnti fredde provenienti da nord-est, pronte a ripristinare un clima rigidamente invernale su quasi tutto lo Stivale. Si tratta di una virata netta. Tangibile. Il crollo termico sarà ubiquitario, con la colonnina di mercurio che subirà una flessione drastica da settentrione a meridione. In svariati settori si registreranno scarti fino a 8°C al di sotto delle medie del periodo, un’anomalia di rilievo. Non ci troviamo però di fronte a una fase di maltempo diffuso. L’aria in arrivo, infatti, si presenterà piuttosto secca, poiché il cuore pulsante della massa gelida rimarrà confinato oltre l’Adriatico. Il messaggio atmosferico è comunque inequivocabile: la stagione fredda torna a ruggire, e lo fa con decisione.
San Silvestro al gelo e Capodanno rigido
Il momento cruciale di questo passaggio è previsto tra la serata di oggi Martedì 30 Dicembre, la giornata di San Silvestro e le prime luci dell’alba di Giovedì 1 Gennaio. Durante questo lasso temporale, le correnti di matrice balcanica investiranno l’Italia, provocando un abbassamento repentino delle temperature, sia nei valori massimi che in quelli minimi. Sulla Val Padana le massime dell’ultimo dell’anno faticheranno non poco a valicare la soglia dei 4-5°C, mentre lungo i litorali dell’Adriatico ci si fermerà sovente attorno ai 7°C. Ancora più severo sarà il raffreddamento notturno. Il picco del freddo si raggiungerà nella notte di Capodanno, quando i termometri scivoleranno sotto lo zero su aree vastissime, incluse le pianure interne. Lo scenario vedrà cieli prevalentemente limpidi, eccezion fatta per qualche sporadico piovasco atteso nella giornata odierna. Una condizione di cielo sereno che favorirà la dispersione del calore e la genesi di estese gelate. La neve, per il momento, resta la grande assente. Ma è solo una questione di tempo.
La manovra a tenaglia e il cambio di rotta
Il focus previsionale si sposta celermente sulla dinamica del massiccio serbatoio di aria gelida stazionario sull’Europa Orientale. Stando alle più recenti elaborazioni dei modelli matematici, questa massa d’aria non riuscirà a valicare direttamente i Balcani per tuffarsi nel Mediterraneo Centrale. L’itinerario prescelto sarà differente, più tortuoso ma potenzialmente più incisivo per le nostre zone. Il flusso freddo aggirerà l’arco delle Alpi, traversando l’Europa Centrale per poi riversarsi sulla Francia, sulla Spagna e sul Mediterraneo Occidentale. Tale manovra incentiverà la genesi di profonde depressioni atlantiche, in grado di richiamare masse umide verso l’Italia indicativamente tra il 3 e il 6 Gennaio. Ed è proprio in questo frangente che lo scacchiere barico muta radicalmente.
Nord Italia nel mirino: l’ipotesi neve
Con l’ingresso delle perturbazioni da ovest, il peggioramento si manifesterà con maggior vigore sul Nord Italia e sul versante medio-alto del Tirreno. In queste zone, il freddo accumulatosi nei bassi strati durante i giorni precedenti potrebbe mostrare una resistenza sufficiente a garantire nevicate a quote pianeggianti. Il Settentrione rimane l’osservato speciale. Le correnti da nord-est, scorrendo ai bordi della catena delle Alpi e incanalandosi attraverso la Valle del Rodano, favoriranno la costituzione del famoso “cuscino” di aria fredda al suolo subito dopo il Capodanno. Si tratta di una configurazione complessa, ma classica, che in presenza di fronti perturbati organizzati può convertire la pioggia in neve fino al piano. Tra il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia occidentale e il Veneto si palesa l’occasione concreta che i fiocchi imbianchino le città attorno al 5 Gennaio. Nulla è ancora scritto sulla pietra, sia chiaro. Serviranno conferme nei prossimi aggiornamenti. Tuttavia, l’impianto barico è di quelli che, statisticamente, preludono a eventi invernali di rilievo.
Fonti e riferimenti internazionali






