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Il Natale è trascorso all’insegna del tempo perturbato su vaste zone dell’Italia, con un accanimento particolare sulle regioni del Centro-Nord. Si sono registrate precipitazioni costanti e un innalzamento del livello dei fiumi in Emilia Romagna, il tutto in un quadro atmosferico decisamente movimentato. Non c’è nulla di sorprendente in questa evoluzione. L’arrivo di correnti più fredde ha già determinato una flessione dei valori termici al Nord e la ricomparsa della neve, che è stata avvistata in Piemonte e sull’Appennino Emiliano scendendo fino alle quote collinari. È un indizio inequivocabile: la circolazione atmosferica sta modificando il suo assetto.

 

Il minimo sul Mediterraneo e l’attenuazione dei fenomeni

All’origine di questa ondata di instabilità troviamo una depressione collocata a ridosso della Sardegna e che sta scivolando verso ovest con un movimento retrogrado. In termini pratici, questo significa che le precipitazioni inizieranno a perdere consistenza già da oggi, giornata di Santo Stefano. L’alta pressione, in espansione dal Nord Europa, inizierà a imporre la sua influenza, ripristinando condizioni di maggiore stabilità su buona parte del Paese. Tuttavia, il miglioramento non sarà uniforme. Una residua variabilità insisterà lungo le coste adriatiche e sulla Sardegna orientale, dove il tempo si manterrà più incerto.

 

Weekend più stabile e ripresa delle temperature

Durante il fine settimana del 27 e 28 Dicembre, la pausa anticiclonica diventerà più solida. La presenza dell’alta pressione assicurerà giornate più soleggiate e favorirà un incremento delle temperature, che si avvertirà specialmente durante le ore di luce. Qualche disturbo potrebbe ancora interessare la Sardegna tirrenica, un’area che rimane più esposta alla circolazione ciclonica rimasta incastrata tra la Penisola Iberica e il Marocco. A livello locale, non si escludono fenomeni sporadici nemmeno sui settori ionici della Calabria e della Sicilia. Si tratterà comunque di episodi marginali, inseriti in un contesto generale decisamente più tranquillo.

 

Aria fredda russa a fine anno: scenario in divenire

L’attenzione si sposta poi agli ultimi giorni dell’anno. Tra il 30 e il 31 Dicembre prende corpo l’ipotesi di un’irruzione di aria gelida di matrice russa. I primi effetti potrebbero farsi sentire sul Triveneto e lungo le regioni adriatiche, portando un nuovo calo termico e un ripristino di condizioni tipicamente invernali. Questo segnerebbe l’inizio di una fase più rigida anche per i primi giorni del 2026. Rimangono tuttavia ancora diverse incognite. L’intensità del freddo e l’eventualità di nevicate fino alla pianura sono dettagli ancora tutti da chiarire, dipendenti dalla traiettoria esatta e dalla potenza delle masse d’aria in avvicinamento.

 

Evoluzione generale fino al 1 Gennaio 2026

La visione d’insieme fino al 1 Gennaio 2026 delinea quindi una sequenza abbastanza chiara. Inizialmente avremo una fase governata dall’anticiclone, caratterizzata da tempo stabile e temperature in risalita. Successivamente, proprio a ridosso di Capodanno, si profila il possibile ingresso di correnti fredde continentali provenienti dai Balcani. Sarà un’evoluzione da monitorare con attenzione giorno per giorno, poiché minimi spostamenti sinottici potrebbero fare una differenza sostanziale sulle condizioni percepite al suolo. L’inverno, quello crudo, potrebbe bussare alla porta proprio nel momento di passaggio al nuovo anno.

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