(TEMPOITALIA.IT) L’aria gelida è ormai giunta alle porte dell’Italia. Il finale di questo anno segna un cambio di passo netto e deciso, archiviando una fase stabile e insolitamente mite per il periodo. L’inverno riprende i suoi spazi, senza forzature improvvise, ma inviando segnali chiari e progressivi che inaugurano una fase meteorologica molto più dinamica, destinata a protrarsi anche nei primi giorni di Gennaio 2026.
Meteo: alta pressione dominante ma l’equilibrio è precario
L’ultimo fine settimana dell’anno scorre sotto l’egida di un anticiclone estremamente vasto, i cui massimi di pressione sono saldamente posizionati tra la Scozia e l’Islanda, nel cuore del Nord Atlantico. Sulla maggior parte della nostra Penisola prevalgono condizioni di stabilità e cieli soleggiati, accompagnati da un rialzo delle temperature che si avverte soprattutto in quota.
Fanno eccezione la Sardegna e, in parte, la Sicilia, territori ancora esposti a una circolazione instabile collegata a un vortice ciclonico isolato tra la Iberia e il Marocco. Si tratta di una configurazione marginale, ma sufficiente a mantenere una copertura nuvolosa e locali piogge residue su queste aree.
Correnti artiche in marcia sull’Europa orientale
Il quadro atmosferico sul vecchio continente è però tutt’altro che statico. Lungo il bordo orientale dell’alta pressione si sta organizzando una massiccia colata di aria artica, diretta espressamente verso l’Europa nord-orientale. Tra il 30 e il 31 Dicembre, questo flusso freddo si avvicinerà sensibilmente anche all’area italiana, con effetti che risulteranno più evidenti sulle regioni del Triveneto e lungo tutto il versante adriatico, traducendosi principalmente in un marcato calo termico.
Il gelo più intenso resterà per il momento confinato sui Balcani, ma il segnale atmosferico è inequivocabile. L’equilibrio anticiclonico inizia a mostrare le prime crepe, lasciando spazio a una circolazione decisamente più mobile e frizzante.
Nuovo impulso freddo tra il 2 e il 3 Gennaio
Uno step successivo e cruciale potrebbe concretizzarsi tra il 2 e il 3 Gennaio, momento in cui un impulso di matrice artico-marittima, pilotato da una profonda depressione sulla Scandinavia, tenterà di spingersi fin verso il Mediterraneo. In questo contesto evolutivo non si esclude la formazione di un minimo depressionario secondario proprio sui nostri mari, capace di rendere il tempo decisamente più turbolento.
Gli effetti, stando alle attuali proiezioni, appaiono più significativi sulle regioni del Centro-Sud, mentre restano ancora da definire con precisione sia l’intensità del raffreddamento sia l’eventuale coinvolgimento delle zone di pianura con fenomeni nevosi. La dinamica c’è ed è solida, ma i dettagli previsionali sono ancora in fase di evoluzione.
Gennaio apre una fase più propizia per l’inverno
Questa sequenza di impulsi freddi potrebbe rappresentare l’incipit di una fase prettamente invernale, destinata a entrare nel vivo proprio a ridosso della festività della Befana. Non si parla ancora di eventi estremi, bensì di un contesto atmosferico finalmente coerente con la stagione in corso.
Il mese di Gennaio si conferma statisticamente il periodo più favorevole a configurazioni fredde significative per l’Europa meridionale e per l’Italia. Dopo anni caratterizzati da lunghi domini anticiclonici, l’inverno prova a rialzare la testa, passo dopo passo.
L’evoluzione del tempo giorno per giorno fino a Capodanno
- La giornata odierna di Domenica 28 Dicembre vedrà gli ultimi disturbi concentrarsi sulle Isole, specialmente sulla Sardegna meridionale, con piogge che andranno via via attenuandosi. Altrove prevarrà la stabilità, accompagnata da un aumento delle temperature sulle zone montuose.
- Lunedì 29 Dicembre sarà una giornata ancora dominata dal bel tempo sulla Penisola, ma bisognerà fare i conti con nebbie diffuse su pianure e valli, sia nelle ore notturne che al primo mattino. Si noterà un aumento delle nubi sulla Liguria e sulle Isole, che diverranno più compatte verso sera.
- Martedì 30 Dicembre segnerà il primo vero cambio di scenario. Si attende una maggiore instabilità sulle Isole Maggiori e un peggioramento serale lungo le regioni adriatiche, preludio all’ingresso delle correnti più fredde.
Nei giorni successivi al Capodanno, il raffreddamento proveniente dai quadranti orientali diventerà sempre più tangibile, accompagnando l’Italia verso un contesto climatico rigorosamente invernale.
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