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A due settimane dal Natale è possibile delineare una tendenza generale, pur con margini di incertezza elevati. L’evoluzione atmosferica della seconda parte di Dicembre potrebbe infatti proporre uno scenario dinamico, con una possibile svolta più invernale proprio in coincidenza delle festività. Le informazioni disponibili indicano un primo cedimento dell’alta pressione all’inizio della prossima settimana, ma questa fase potrebbe essere temporanea. Una rapida ricostruzione dell’anticiclone, infatti, rimane un’ipotesi plausibile.

Secondo gli ultimi aggiornamenti del modello GFS del Centro Meteo Americano, non si esclude che l’alta pressione possa tornare a imporsi sul Mediterraneo, mantenendo temperature miti e condizioni spesso stabili tra il 24 e il 26 Dicembre. In questo contesto, oltre alle schiarite, aumenterebbero anche le nebbie sulle pianure del Nord e nelle valli del Centro. Un anticiclone posizionato tra Italia e Balcani risulterebbe sufficiente a limitare le perturbazioni in arrivo dall’Atlantico, costrette a scorrere a latitudini più elevate.

 

Scenari divergenti tra modello europeo e modello americano

Il quadro non è però univoco. Il Centro Meteo Europeo (ECMWF) propone una configurazione diversa, con un anticiclone più sbilanciato verso il Nord Europa e massimi tra Gran Bretagna e Scandinavia. In presenza di tale assetto, il Mediterraneo si troverebbe esposto a un flusso più freddo da est, con l’ingresso di una depressione a carattere freddo alimentata da correnti artiche balcaniche.

In questo scenario, l’instabilità potrebbe risultare più marcata sul Centro-Sud e sull’Emilia Romagna, con temperature leggermente inferiori alle medie di Dicembre. La neve tornerebbe in montagna, sia sulle Alpi sia sugli Appennini, e non si esclude la possibilità di nevicate a quote relativamente basse lungo i settori adriatici. Rimangono però assenti segnali di irruzioni artiche incisive e, allo stato attuale, non emergono indicazioni di neve in pianura.

 

Una previsione ancora complessa

Le due ipotesi principali risultano quindi nettamente diverse. Da un lato un Natale più stabile e mite, dall’altro un contesto più freddo e perturbato. Questa divergenza evidenzia una evoluzione ancora delicata, con un’atmosfera sensibile a piccoli cambiamenti nella posizione dei sistemi di pressione. Per ora non è possibile stabilire quale modello abbia maggiore probabilità di prevalere. Saranno necessari ulteriori aggiornamenti per comprendere se il periodo natalizio si orienterà verso condizioni più invernali o manterrà una struttura anticiclonica.

Credit: analisi basata su elaborazioni ECMWF e GFS – NOAA.

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