L’improvvisa ondata di caldo di origine africana
La prima ondata di caldo del 2026 non si farà attendere troppo, poiché i più recenti aggiornamenti forniti dai principali centri meteorologici internazionali sono ormai concordi su quella che risulterà la prima avvezione calda proveniente direttamente dal deserto del Sahara. Si tratterà di una parentesi di appena un paio di giorni, sia chiaro, ma risulterà sufficiente per innescare un aumento delle temperature davvero clamoroso su numerose città del nostro Paese. Il costante flusso perturbato che dall’Oceano Atlantico si dirige verso il Mediterraneo sarà infatti caratterizzato da brevi pause più stabili e miti, i classici anticicloni mobili che separano una perturbazione dall’altra. Uno di questi sistemi di alta pressione sarà alimentato da una massa d’aria decisamente calda proveniente dal cuore del Nord Africa, ed è esattamente questo elemento che potrebbe far impennare i valori termici su gran parte del Centro-Sud per un breve lasso di tempo proprio all’inizio del mese di febbraio.
Quando attendere il picco termico e le zone interessate
I momenti cruciali per questo fenomeno sono stati individuati nelle giornate del 3 e 4 febbraio, due giorni in cui le correnti di libeccio e ostro richiameranno aria tiepida dalle distese desertiche sahariane, scaraventandola direttamente verso le regioni del Sud e le Isole Maggiori. Questo scenario si configurerà, per inciso, come un fronte caldo collegato a una forte depressione atlantica che, nel medesimo arco temporale, colpirà la Penisola Iberica e il settore occidentale del Mediterraneo. Di tutta risposta, lungo il bordo più orientale di tale sistema instabile, si scatenerà questa risalita di aria calda nordafricana in direzione del nostro stivale, interessando prioritariamente i territori meridionali. Sarà, a conti fatti, solo una veloce parentesi più mite, destinata poi a essere spazzata via dal fronte perturbato in arrivo da Ovest.
Le regioni dove il termometro salirà vertiginosamente
In ogni caso, le temperature aumenteranno in modo sensibile su tutto il meridione e sulle due isole maggiori, quindi su Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania.
In queste zone la colonnina di mercurio potrebbe spingersi con estrema facilità attorno ai 18°C o ai 20°C, con picchi isolati che toccheranno addirittura i 24°C o i 25°C in Sicilia, specialmente tra il Palermitano e il Messinese. Si parla di dati termici di tutto rispetto per il periodo dell’anno in cui ci troviamo, enormemente al di sopra delle medie stagionali consuete.
Un anticipo di primavera nel cuore dell’inverno
Si tratterà di un vero e proprio assaggio di piena primavera, un sintomo inequivocabile del risveglio delle calde correnti subtropicali ora che ci troviamo nella seconda metà della stagione invernale. Sebbene sia ancora molto presto per parlare di ondate di calore estive, è evidente che a oltre un mese di distanza dal solstizio d’inverno l’energia presente nel sistema cominci pian piano ad aumentare, soprattutto sul settore dove si trova il deserto del Sahara. Tutta questa energia supplementare si traduce in temperature via via sempre più elevate e, di conseguenza, ogni sciroccata e ogni ventata di libeccio porterà inevitabilmente valori termici sempre più alti anche in Italia.
Credit e fonti autorevoli:
- Global Forecast System (GFS) – NOAA/NCEI
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)