Crudo inverno in arrivo per la Befana
(TEMPOITALIA.IT) L’Epifania potrebbe segnare un cambio di passo decisivo per la stagione fredda, portando condizioni rigide e la “dama bianca” fino in pianura su diverse aree del Centro-Nord Italia. Le più recenti elaborazioni del modello americano GFS evidenziano una finestra temporale di circa 24 ore potenzialmente rilevante, capace di riproporre scenari che latitavano da tempo. La neve a quote basse, dopo annate avare di episodi significativi, torna a essere un’ipotesi concreta e tangibile.
I maggiori centri di calcolo internazionali mostrano una convergenza sempre più netta su questa evoluzione. Non stiamo parlando di un evento estremo in senso assoluto, bensì della più organizzata ondata di freddo degli ultimi anni, un dettaglio che la dice lunga sulla “povertà climatica” degli inverni recenti. Freddo autentico e fiocchi diffusi, ingredienti un tempo ricorrenti, assumono oggi un peso specifico differente.
Aria artica e traiettoria occidentale
L’irruzione attesa ha matrice artico-continentale. Si tratta della medesima massa d’aria che ha già influenzato il quadro termico tra la fine di Dicembre e Capodanno, pur senza riuscire a sfondare con decisione verso il Mediterraneo. In questa occasione il tragitto sarà diverso. Le correnti gelide attraverseranno l’Europa centrale, per poi scivolare verso il bacino occidentale transitando dalla Francia.
Tale dinamica favorirà la genesi di una depressione profonda tra le Baleari e la Corsica, destinata a traslare rapidamente verso il Mar Tirreno. L’ingresso sullo Stivale è previsto proprio nel giorno dell’Epifania, con effetti estesi e repentini.
Maltempo e crollo della quota neve
Il vortice ciclonico sarà scortato da instabilità diffusa e da un vigoroso raffreddamento dei bassi strati. Il Centro Italia e le regioni nord-orientali potrebbero vivere almeno 24 ore di maltempo marcato, mentre anche il Sud Italia verrà coinvolto, sebbene con valori termici leggermente più miti.
Il nodo cruciale rimane il crollo dello zero termico. L’afflusso di aria artica nei bassi strati agevolerà un abbassamento drastico del limite delle nevicate, rendendo plausibili i fiocchi fino al piano. È questo il fattore che rende l’evento particolarmente delicato e stimolante sotto il profilo previsionale.
Neve nelle città del Centro-Nord
Stando all’ultimo aggiornamento del modello americano GFS, la Toscana, le Marche, l’Umbria e l’Emilia-Romagna appaiono come le aree maggiormente esposte a precipitazioni nevose intense già dalle prime luci del 6 Gennaio. In tale contesto, centri urbani come Firenze, Arezzo, Siena, Perugia, Pesaro, Urbino, Bologna, Forlì, Imola e Cesena rientrano nella lista delle città dove l’imbiancata in pianura rappresenta una possibilità concreta.
Restano più ai margini altre zone dell’Emilia, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige, dove l’esito dipenderà essenzialmente dalla traiettoria finale del minimo depressionario. Minimi aggiustamenti barici, in configurazioni di questo tipo, possono determinare enormi differenze. Se si incastreranno tutti gli elementi, anche Venezia e Trieste potrebbero vedere nevicate con accumuli significativi. Più defilato resterà, invece, il Nord-Ovest.
Servono ancora conferme definitive
Risulta ancora prematuro parlare di certezze assolute. Tuttavia, le probabilità di un’Epifania fredda e nevosa sono in crescita costante. I prossimi aggiornamenti modellistici saranno determinanti per inquadrare con maggiore dettaglio le aree coinvolte, l’intensità dei fenomeni e la quota neve reale. Il segnale sinottico è presente. Ora occorre la conferma su scala locale.
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