Il freddo artico sembra scomparso
(TEMPOITALIA.IT) In molti si domandano che fine abbia fatto il vero Inverno, quello caratterizzato da paesaggi imbiancati e gelo pungente. Le aspettative per una stagione ricca di neve in Pianura Padana e nelle zone pianeggianti della penisola sono state deluse nelle ultime settimane, a causa di un cambio di rotta deciso della circolazione atmosferica. A dominare la scena sono ora le perturbazioni atlantiche, correnti cariche di umidità ma prive di quel rigore termico necessario per nevicate a bassa quota, fatte salve alcune eccezioni tra Piemonte, entroterra ligure e alto Friuli. Se si esclude la parentesi tra Capodanno e l’Epifania, quando l’aria polare è riuscita a regalare qualche fiocco radente il suolo in diverse regioni, il resto del mese ha mostrato una carenza di episodi crudi. Persino i celebri giorni della Merla, storicamente considerati i più gelidi dell’anno, sembrano destinati a deludere le attese dei puristi del freddo.
Giorni della Merla, la tradizione non verrà rispettata
Sebbene non si assisterà a una fase di caldo anomalo, il grande gelo resterà llontano. Le temperature si manterranno sostanzialmente in linea con le medie del periodo, specialmente nelle giornate del 30 e del 31 gennaio. Tuttavia, la statistica climatica che vorrebbe questo finale di mese come il più freddo in assoluto non troverà riscontro nella realtà dei fatti. Le colonnine di mercurio faranno registrare valori massimi compresi tra i 7°C e i 14°C, con un clima leggermente più dolce al Sud Italia e un contesto più frizzante al Nord Italia. Questa forbice termica, pur non essendo troppo mite, risulterà comunque troppo elevata per consentire alla neve di scendere a quote collinari o di pianura, nonostante il transito incessante di sistemi nuvolosi provenienti dall’Oceano Atlantico. Queste perturbazioni, pur essendo instabili e turbolente, portano con sé masse d’aria oceaniche che garantiscono piogge abbondanti e nevicate relegate esclusivamente alle alte vette delle Alpi e dell’Appennino.
Le aree geografiche dove pioverà maggiormente
Durante il periodo della Merla, nuovi fronti perturbati si muoveranno da Ovest, colpendo in modo particolare il versante tirrenico e le zone meridionali. Le aree che riceveranno i maggiori accumuli pluviometrici saranno la Calabria tirrenica, la Sicilia settentrionale e la Campania. In queste zone la pioggia sarà la protagonista assoluta. Al contrario, il Nord della nostra penisola vivrà una situazione differente, con un clima che rimarrà piuttosto freddo ma caratterizzato da una sostanziale assenza di precipitazioni, risultando quindi asciutto.
Il gelo siberiano resta bloccato sull’Est Europa
Nonostante l’assenza di freddo intenso in Italia, l’aria gelida non è scomparsa dal continente. Il cuore del gelo rimane però confinato a latitudini molto diverse dalle nostre, interessando la Russia europea, la Scandinavia, la Polonia, l’Ucraina e i Paesi Baltici. In queste nazioni dell’Europa orientale le temperature sono estreme, con punte che crollano regolarmente sotto i -20°C in molte metropoli. L’attuale assetto delle alte e basse pressioni impedisce a questo bacino d’aria gelida di scivolare verso il Mediterraneo, lasciando campo libero alle correnti umide occidentali. Addirittura, con l’inizio di Febbraio, si intravede l’ombra di un richiamo d’aria mite subtropicale che potrebbe sfiorare la Grecia e il meridione italiano, portando un breve rialzo termico proprio mentre l’Est continuerà a gelare.
Un inverno che ha ancora molto da dire
Nonostante questo scenario poco entusiasmante per gli amanti della neve, la stagione non può dirsi conclusa. Il Vortice Polare si presenta ancora molto disturbato e frammentato, una condizione che permarrà probabilmente per tutto il mese di febbraio. Questo significa che le probabilità di assistere a irruzioni fredde improvvise restano elevate. Sarà necessario attendere l’incastro perfetto delle figure bariche affinché il gelo possa finalmente puntare con decisione verso l’Europa centrale e le nostre regioni, riaprendo i giochi per una chiusura d’inverno più dinamica e nevosa.
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