(TEMPOITALIA.IT) Attenzione alle condizioni meteo piuttosto instabili su alcune aree del Nord Italia fino alle prime ore di giovedì 11 giugno. In questo articolo cercherò di spiegarvi come mai si vengono a creare questo tipo di eventi e soprattutto quali saranno le zone e province più interessate dal rischio fenomeni violenti.
Prima i motivi
La causa di tutta questa instabilità sarà l’arrivo di correnti atlantiche più fresche, umide e instabili, le quali si scontreranno con un suolo Padano-Alpino piuttosto caldo-umido. Dopo aver coinvolto la scorsa notte il Triveneto e parte della Lombardia, prepariamoci a due giorni piuttosto ricchi di temporali tra mercoledì 10 e giovedì 11.
Coinvolgimento più limitato, invece, per Emilia-Romagna e Liguria, dove le precipitazioni dovrebbero arrivare soprattutto nella fase conclusiva del peggioramento, tra la sera di mercoledì e la notte successiva. In maniera molto locale.
In questo contesto così delicato non si esclude la formazione di celle temporalesche particolarmente intense, capaci di generare precipitazioni abbondanti, forti raffiche di vento e grandinate localmente significative. Bisognerà prestare comunque attenzione all’eventualità di avere temporali molto intensi, anche se non dovrebbero essere estremi.
Le province coinvolte
La giornata di mercoledì 10 giugno rappresenterà probabilmente il momento più critico dell’intera fase perturbata. L’instabilità. Dopo aver coinvolto in maniera decisa la Val Padana orientale, si estenderà su gran parte della Lombardia e il Piemonte.
Tutte le province da Biella fino a Udine dovrebbero essere coinvolte da temporali. Rimarchiamo il fatto che non saranno precipitazioni costanti né tantomeno troppo diffuse. Dovrebbero risultare a macchia di leopardo e su un’area a nord del fiume Po.
Invitiamo i lettori a prestare attenzione alle raffiche di vento associate ai fenomeni convettivi più violenti: i cosiddetti downburst potrebbero infatti creare qualche disagio e altrettanti danni, a causa proprio della loro imprevedibilità e della violenza delle raffiche.

E la grandine?
Proviamo a dare una locazione geografica. Sappiamo che è una idrometeora difficilissima da prevedere, ma secondo le elaborazioni locali del modello GFS 0.25, le aree con la maggiore probabilità di grandine potrebbero risultare comprese tra il Bresciano, la Val Camonica e il basso Lago di Garda. Per poi andare a finire su buona parte del Veronese, il Feltrino, il Bellunese, il Vicentino e il Pordenonese.
Giova ricordare che le grandinate, per loro natura, tendono a colpire porzioni di territorio relativamente ristrette. Ecco perché pure in queste zone è possibile che un determinato comune veda solo quattro gocce, oppure neanche un chicco. Non è che i modelli hanno fallito, semplicemente abbiamo avuto più… Fortuna!

Concludiamo dicendo che…
Nessuno di noi vuole fare terrorismo meteorologico. Alla luce delle previsioni meteo, vi consigliamo di adottare alcune semplici precauzioni. Quando possibile, è opportuno parcheggiare i veicoli in luoghi coperti, oppure monitorare attentamente i radar modellistici. Ricordiamo anche che, in presenza di forti raffiche di vento, è rischioso sostare sotto grandi piante.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (TEMPOITALIA.IT)






