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Inizio di Febbraio col botto: prima fiammata di caldo in arrivo, dove e quanto durerà

Antonio Romano di Antonio Romano
26 Gen 2026 - 09:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Lo scenario meteo tra perturbazioni atlantiche e sorprese subtropicali

In questo periodo, l’Italia si ritrova costantemente sotto il tiro di numerose perturbazioni di origine Atlantica, che riescono a penetrare nel Mediterraneo con estrema semplicità. Questa situazione è causata dalla mancanza di una solida protezione da parte dell’alta pressione, con l’anticiclone delle Azzorre e quello nordafricano che sembrano essere usciti di scena. Il motivo tecnico risiede in un vortice polare letteralmente frammentato, che costringe le alte pressioni a stazionare a latitudini subpolari, lasciando via libera alle correnti fredde artiche e ai fronti oceanici verso le latitudini più basse. Eppure, il mese di febbraio potrebbe esordire con un colpo di scena inaspettato, portando la prima ondata di calore subtropicale della stagione.

 

L’improvviso risveglio del caldo nordafricano

Nonostante l’attuale caos meteorologico che domina tra l’Oceano Atlantico e l’Europa, è fisiologico che possa verificarsi una rapida risalita di aria calda, specialmente quando le perturbazioni puntano con decisione verso la Penisola Iberica e il Marocco. Secondo le proiezioni del modello americano GFS, questo scenario potrebbe concretizzarsi proprio nei primi giorni del nuovo mese. Fino alla fine di gennaio, non godremo di momenti di stabilità o tepore, poiché saremo impegnati a gestire una sequenza ininterrotta di piogge e persino qualche nevicata a bassa quota sulle regioni del Settentrione. Anche l’inizio di febbraio vedrà un forte peggioramento con neve possibile sul Nord-Ovest e precipitazioni abbondanti sul resto della penisola.

 

La prima vera rimonta subtropicale del 2026

Una volta transitata questa perturbazione, che dovrebbe esaurirsi entro la ricorrenza della Candelora, si profila all’orizzonte la prima vera rimonta dell’alta pressione africana dell’anno. Il Nord Africa sta iniziando a scaldare i motori, dato che è trascorso più di un mese dal solstizio d’inverno e l’incremento dell’irraggiamento solare sta aumentando l’energia termica sulla fascia tropicale e sul deserto del Sahara. Questo processo farà sì che i prossimi venti di libeccio e scirocco risultino sensibilmente più caldi rispetto a quelli registrati finora.

 

Le date e le zone interessate dal tepore primaverile

Le simulazioni indicano che tra il 3 e il 4 febbraio potremmo sperimentare le prime temperature miti del 2026. I dati attuali suggeriscono che le regioni del Sud e le Isole Maggiori vivranno circa quarantotto ore di clima gradevole, con punte massime che potrebbero toccare i 20°C o i 21°C, in particolare in queste zone:

  • Sardegna, Sicilia settentrionale ed orientale.
  • Calabria, Basilicata e Puglia adriatica.

Si tratterebbe di una brevissima parentesi dalle caratteristiche prettamente primaverili, destinata però a chiudersi rapidamente a causa di un nuovo calo termico e dell’arrivo di ulteriore maltempo di stampo atlantico.

 

Credit:

  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • GFS – Global Forecast System via Meteogiornale

 

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Tags: alta pressioneanticipo primaveracaldo africanometeo febbraiomodelli meteoprevisioni sudrimonta subtropicalescirocco caldosicilia sardegnatemperature miti
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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