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L’inverno tira il freno a mano dopo il crudo rigore

Nei giorni appena trascorsi, la stagione fredda ha mostrato il suo volto più autentico e severo anche sull’Italia, portando temperature siberiane e la dama bianca fino in pianura, scenari suggestivi che latitavano da parecchio tempo. Abbiamo vissuto una fase indubbiamente intensa e cruda. Tuttavia, questa parentesi gelida è ormai giunta ai titoli di coda. La prossima settimana si prospetta infatti un progressivo e tangibile addolcimento termico, segnale inequivocabile di un cambio di passo nella circolazione atmosferica generale. Il freddo pungente non svanirà in un istante; servirà ancora qualche giorno di pazienza. Ma il messaggio di fondo è cristallino: l’assetto barico sull’Europa è destinato a mutare radicalmente.

 

Colpo di coda invernale nel weekend

Prima della definitiva svolta mite, l’inverno tenterà di giocare la sua ultima carta. Tra Sabato 10 e Domenica 11 Gennaio, una seconda irruzione di matrice polare coinvolgerà il nostro Paese. Non si tratterà di una colata gelida paragonabile a quella appena archiviata, ma il quadro meteorologico rimarrà pienamente invernale. Ci attendiamo rovesci sparsi, ventilazione sostenuta e nuove nevicate lungo la dorsale dell’Appennino del Centro-Sud, con la quota neve in calo e locali sconfinamenti dei fiocchi fino alle aree collinari. Sarà un passaggio rapido, veloce, ma ancora capace di farsi sentire con decisione.

 

Da Lunedì 12 cambia la circolazione atmosferica

La data da cerchiare in rosso sul calendario è Lunedì 12 Gennaio. Da quel momento prenderà il via la rimonta di un promontorio anticiclonico diretto verso il bacino del Mediterraneo, con effetti graduali ma concreti anche sulla nostra Penisola. Questo radicale cambio di scenario sarà favorito dall’approfondimento di un vasto vortice depressionario sul Vicino Atlantico, posizionato strategicamente a ovest delle Isole Britanniche e della Francia, con il proprio asse ben inclinato. Tale configurazione, agendo come un blocco, spingerà verso est il grande serbatoio di aria gelida presente sul Continente, allontanando le correnti più fredde dalle nostre latitudini.

 

Temperature in risalita, ma senza sbalzi eccessivi

Le ripercussioni sul clima saranno evidenti, seppur non immediate. I termometri inizieranno a salire con gradualità, lasciandosi alle spalle una fase iniziale della settimana ancora frizzante. Il rinforzo del flusso zonale alle alte latitudini contribuirà a serrare i ranghi, chiudendo la porta a nuove discese artiche, almeno nel breve periodo. Il risultato finale sarà un contesto decisamente meno invernale, con valori termici che rientreranno nei ranghi della media stagionale.

Alta pressione a tempo determinato, poi tornano le piogge

Il consolidamento dell’Anticiclone garantirà una maggiore stabilità atmosferica, ma la durata di questa fase appare, carte alla mano, piuttosto limitata. Già tra Mercoledì 14 e Giovedì 15 Gennaio, nuove correnti atlantiche, cariche di umidità, potrebbero avanzare verso l’Europa occidentale e l’Italia. Il tempo rischia dunque di guastarsi nuovamente sulle regioni del Nord e su parte delle aree centrali, in un contesto termico però decisamente più mite. Le correnti si disporranno dai quadranti meridionali e la neve resterà confinata esclusivamente alle zone montuose, imbiancando soprattutto l’Arco Alpino.

 

Europa orientale nel freezer, evoluzione da monitorare

Il gelo più intenso e crudo continuerà a tenere sotto scacco l’Europa orientale e la Russia, una presenza ingombrante che rimane una variabile fondamentale da seguire con estrema attenzione. Nella parte conclusiva di Gennaio, nuovi riassetti della circolazione globale potrebbero riaprire scenari più freddi anche per il Mediterraneo. L’inverno, insomma, non ha ancora deposto le armi, anche se nei prossimi giorni cambierà decisamente tono e registro.

 

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