
(TEMPOITALIA.IT) Bisogna iniziare da un punto fermo, ovvero il maltempo. È stato ribadito in ogni modo possibile, da questo momento fino al 10 Febbraio continueranno a transitare sistemi perturbati provenienti dall’Oceano Atlantico e le condizioni atmosferiche faranno molta fatica a mostrare un miglioramento degno di nota. Al contrario, analizzando bene la situazione, non si intravede alcun ripristino duraturo della stabilità, una tesi confermata dalle costanti proiezioni dei modelli matematici che puntano decisamente verso il tempo perturbato.
La verità sull’ondata di caldo
Ma per quale motivo si discute allora di una fiammata di calore? In questo contesto, è necessario valutare un fattore determinante, ovvero la collocazione iniziale delle onde cicloniche. Le ampie aree di bassa pressione dell’Atlantico Settentrionale, tra circa una settimana, o forse anche meno, potrebbero variare temporaneamente la propria traiettoria. Tali strutture potrebbero affondare momentaneamente verso la Penisola Iberica, innescando di riflesso la risalita di un blando promontorio anticiclonico di matrice subtropicale.
Sud e isole maggiori potrebbero vivere un anticipo di primavera
Questa cuneo di alta pressione potrebbe effettivamente attraversare le nostre regioni tra Martedì 3 e Govedì 5 Febbraio, ma con ogni probabilità interesserebbe soltanto una porzione dello stivale. Nello specifico, i territori coinvolti sarebbero il Sud e le due Isole Maggiori, ovvero la Sicilia e la Sardegna. Proprio su questi settori geografici, le proiezioni mostrano una temporanea risalita dei valori termici. Quanto sarà marcata questa variazione resta ancora da definire con precisione, ma in base ai dati attualmente disponibili, le temperature potrebbero portarsi significativamente al di sopra delle medie stagionali.
Valori oltre i 20°C in alcune aree del mezzogiorno
Si parla di uno scarto termico di circa 4 o 5°C in eccesso, tanto che nelle zone menzionate si potrebbero registrare nuovamente temperature massime superiori ai 20°C. Si tratta di una tendenza che necessita di ulteriori conferme, specialmente per quanto riguarda l’effettiva portata della differenza rispetto alle medie climatiche storiche di riferimento. È tuttavia fondamentale sottolineare la brevità di questo fenomeno, trattandosi di un promontorio mobile che non dovrebbe costituire un ostacolo permanente.
L’inverno non corre rischi di interruzione
Osservando le mappe meteo, non emerge alcun pericolo di persistenza, non siamo di fronte a una fase anticiclonica capace di bloccare l’Inverno in modo definitivo. Questa situazione non ha nulla a che vedere con i fenomeni osservati nel corso degli ultimi anni, quando il protagonista assoluto della stagione era la presenza costante dell’Anticiclone Africano. In questo 2026, tale rischio sembra scongiurato. Qualora dovessero esserci mutamenti repentini saremo pronti a segnalarli, ma attualmente le dinamiche dell’atmosfera sembrano orientate verso altri progetti. Infine, è utile ricordare che l’eventuale rialzo delle temperature resterà circoscritto a poche regioni, mentre altrove i cambiamenti saranno quasi impercettibili. Al Nord, in particolare, il freddo potrebbe continuare a farsi sentire in modo deciso.
Credit e fonti autorevoli:
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF): https://www.ecmwf.int/en/forecasts
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Climate Prediction Center: https://www.cpc.ncep.noaa.gov
- Met Office – United Kingdom National Weather Service: https://www.metoffice.gov.uk
- Météo-France – National Meteorological Service: https://meteofrance.com






