Analisi dell’evoluzione atmosferica fino a lunedì 20 gennaio 2026
(TEMPOITALIA.IT) Qualcosa nell’aria è mutato, è una sensazione che si avverte a pelle. L’avanzata di un promontorio anticiclonico ha messo un freno alla colata gelida che ci ha tenuti in pugno nei giorni scorsi, stravolgendo l’assetto barico su buona parte dell’Italia. Le correnti occidentali, ora decisamente più vigorose alle alte latitudini, stanno letteralmente spingendo il lago d’aria gelida continentale verso l’Europa orientale, lasciando sulle nostre regioni un freddo decisamente più sopportabile, che rimane intrappolato quasi esclusivamente nei bassi strati. I termometri, infatti, segnalano una curva in risalita, sebbene avvenga con lentezza. Non aspettiamoci uno stravolgimento istantaneo, ma il segnale è inequivocabile. Mentre l’aria rigida accumulata al suolo tenta di resistere, in quota stanno prendendo il sopravvento masse d’aria decisamente più temperate.
Fase stabile ma con cieli grigi e umidità al nord
Ne consegue una parentesi di relativa calma, supportata da flussi meridionali miti che, se da un lato alleviano il rigore invernale, dall’altro trasportano un carico maggiore di umidità. Sulle regioni del Nord Italia, in Liguria e lungo diversi tratti delle aree tirreniche, il panorama meteorologico si tinge di grigio, con nubi basse spesso serrate. Un’atmosfera uggiosa, per intenderci, più che tempestosa. In questo contesto non mancano deboli precipitazioni isolate, per lo più pioviggini di scarso rilievo, incentivate proprio dalla cappa nuvolosa insistente. Al contrario, spostandoci verso il Centro-Sud e lungo il versante dell’Adriatico, il cielo si presenta più sgombro, regalando spazi soleggiati talvolta anche generosi.
L’anticiclone cede e apre la porta alle perturbazioni
Questa stabilità, tuttavia, poggia su fondamenta d’argilla. La struttura del promontorio anticiclonico subtropicale, già non particolarmente robusta, inizia a sfaldarsi subito dopo il giro di boa settimanale. Il campo di alta pressione arretra progressivamente sotto l’incalzare di una saccatura nord-atlantica che si sta scavando tra la Francia e la Penisola Iberica. A partire da Venerdì 16 Gennaio lo scenario subisce una metamorfosi. Piogge diffuse, talvolta abbondanti, tornano a bagnare il Nord, la Sardegna e la Toscana, innescando un peggioramento ben organizzato e duraturo. Sulle Alpi la neve fa la sua ricomparsa, ma si posa solo a quote medie, poiché le correnti miti in arrivo hanno ormai scalzato via il cuscino freddo precedente. Il fronte perturbato avanza con passo lento, riuscendo comunque ad abbracciare gran parte della Penisola Italiana durante il weekend.
Oggi, Mercoledì 14 gennaio: cieli coperti e clima meno rigido
La giornata odierna è caratterizzata da una nuvolosità irregolare, che si fa compatta sulle pianure del Nord e lungo le regioni tirreniche centrali. Deboli piovaschi interessano la Liguria, la Toscana e il Friuli, con qualche locale estensione anche su zone del Piemonte e della Lombardia. Le temperature registrano un timido rialzo, specialmente nei valori massimi diurni.
Giovedì 15 gennaio: nuvolosità diffusa ma scarsi fenomeni
Durante Giovedì 15 Gennaio insistono gli addensamenti al Settentrione e lungo il versante tirrenico, dove non possiamo escludere qualche piovasco sporadico, più probabile tra Liguria e Toscana. Sul resto del Paese si aprono schiarite più convincenti, garantendo un tempo generalmente asciutto e un clima che si mantiene gradevole per il periodo.
Venerdì 16 gennaio: svolta perturbata al Nord-Ovest
È proprio Venerdì 16 Gennaio il giorno del cambiamento. Il peggioramento si concretizza sul Nord-Ovest, sulla Toscana e sulla Sardegna, causato dall’ingresso deciso della nuova perturbazione atlantica. Le piogge si fanno via via più estese e strutturate, marcando una netta differenza rispetto alla calma dei giorni appena trascorsi.
Evoluzione successiva: maltempo verso il Centro-Sud
Il conseguente collasso dell’alta pressione favorisce lo scivolamento dei fenomeni anche verso il Centro-Sud, in un quadro dominato da venti meridionali (scirocco e libeccio) e temperature che si portano al di sopra delle medie stagionali. La situazione rimane dinamica, con ulteriori ondate di maltempo possibili anche oltre la data del 20 gennaio.
Fonti e approfondimenti internazionali:






