(TEMPOITALIA.IT) Il dinamismo atmosferico di questo Gennaio non accenna a placarsi, portando verso il Mediterraneo l’ennesimo sistema perturbato di una serie lunghissima. Questa nuova perturbazione, di chiara origine oceanica, ricalcherà i binari già percorsi dai fronti precedenti, muovendosi dall’Atlantico verso l’Italia. Si tratta di un’evoluzione differente rispetto al ciclone nordafricano che, circa dieci giorni fa, aveva flagellato il Sud Italia, poiché questa volta il bersaglio principale dell’impeto perturbato sarà il Nord-Ovest, con il Piemonte in prima linea per piogge e nevicate a quote collinari.
Rapido peggioramente meteo in Piemonte e il ritorno della neve
Durante la giornata odierna di Martedì 27 Gennaio un nuovo peggioramento meteo entrerà nel vivo tra il tardo pomeriggio e le ore serali, quando un esteso fronte instabile scivolerà sopra l’intera regione. Questo sistema sarà alimentato da un mix energetico notevole, composto da correnti fredde di origine occidentale e flussi più miti e carichi di umidità di scirocco. La particolare conformazione orografica del territorio piemontese permetterà al freddo di resistere nelle vallate, mantenendo la quota neve decisamente più bassa rispetto al resto del Settentrione, dove il limite dei fiocchi salirà drasticamente sopra i 1000 o 1200 metri.
Neve tra Torinese e Cuneese, Torino osserva il cielo
Le zone che beneficeranno maggiormente di questa nevicata a quote basse saranno il Torinese e il Cuneese, specialmente nell’arco temporale compreso tra la sera oggi e le prime luci di Mercoledì 28 Gennaio. In queste aree, la neve potrebbe spingersi fino ai 200 metri di altitudine. Anche per Torino città la possibilità di vedere i fiocchi bianchi è concreta, sebbene le probabilità di un accumulo significativo al suolo rimangano ridotte, con il rischio di una semplice spolverata coreografica. Discorso diverso per le Colline Torinesi, dove qualche centimetro di manto bianco potrebbe effettivamente depositarsi.
Accumuli in collina e bufere sulle Alpi
Spostandosi verso altitudini leggermente superiori, tra i 300 e i 500 metri, gli accumuli si faranno più evidenti. Nel Cuneese, così come tra l’Astigiano e l’Alessandrino, si prevedono tra i 2 e i 5 centimetri di neve fresca. La situazione diventerà decisamente più invernale oltre gli 800 metri, con depositi che supereranno agevolmente i 20 centimetri. L’intero arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Friuli Venezia Giulia, passando per la Lombardia, il Trentino-Alto Adige e il Veneto, riceverà una passata nevosa di grande rilievo. Sulle Alpi Centrali, in particolare, la notte di mercoledì porterà accumuli localmente superiori ai 50 centimetri oltre i 1200 metri di quota.
Credit:
National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF), Global Forecast System (GFS) via NCEI.




