Abbiamo appena salutato una sequenza di giornate dal sapore tipicamente artico. Il freddo ha morso l’Italia, complice un innevamento che in Europa centrale ha raggiunto livelli notevoli, raffreddando l’aria sulle terre emerse. Eppure, proprio quando pensavamo di esserci abituati a questo gelo secco e pungente, ecco che l’atmosfera decide di rimescolare le carte in tavola. Le correnti oceaniche, cariche di umidità e decisamente meno gelide, stanno per forzare il blocco. Ma cos’è che sta cambiando davvero nelle dinamiche del nostro cielo?
Le previsioni meteo per i prossimi giorni indicano una svolta incisiva, con le correnti atlantiche pronte a dominare la scena per almeno una decina di giorni. Gran parte della neve che ora ricopre le pianure dell’Europa centrale è destinata a sciogliersi, o almeno a ridimensionarsi parecchio, sotto i colpi di questa invasione d’aria mite. Certo, non tutto sparirà in un soffio, perché le inversioni termiche sanno essere testarde e le temperature non saliranno a livelli primaverili. Insomma, il generale inverno prova a resistere, ma deve cedere il passo a una fase più dinamica e umida.
Proprio in queste ore stiamo assistendo alla fine di un ciclo. La giornata di Lunedì 12 Gennaio è stata probabilmente l’ultima a registrare temperature diffusamente sotto la media stagionale su gran parte della penisola. Adesso lo sguardo è rivolto verso occidente, da dove giungono segnali di un cambiamento imminente. Ma come influirà tutto questo sulla nostra quotidianità?
L’avanzata delle correnti atlantiche e il maltempo
Tra Venerdì 16 e Domenica 18 Gennaio, una profonda Saccatura riuscirà a penetrare nel Mediterraneo. Questa figura meteorologica richiamerà correnti meridionali cariche di pioggia, creando un contrasto termico piuttosto marcato tra l’aria fredda che ancora resiste oltre le Alpi e quella più mite in risalita da sud. Ne conseguirà una fase di forte Maltempo che durerà per circa 72 ore, colpendo in modo particolare i settori settentrionali.
Parliamo del famoso cuscinetto d’aria fredda della Pianura Padana, quel serbatoio di gelo che spesso regala nevicate fino in pianura. Questa volta, però, sembra destinato a svanire sotto la spinta del vento di scirocco. Diciamolo chiaramente, la situazione è complessa e le proiezioni variano leggermente di ora in ora, lasciando un margine di incertezza che ogni previsore esperto sa di dover rispettare. Eppure, una certezza c’è: le montagne riceveranno un carico di neve davvero generoso.
Le regioni del Nord-Ovest, come il Piemonte e la Valle d’Aosta, saranno in prima linea. Qui, grazie alla conformazione del territorio e a una resistenza maggiore del freddo nei bassi strati, la Neve potrebbe scendere a quote interessanti, intorno agli 800 metri o 1000 metri. In alcune vallate più strette e riparate, se le precipitazioni si facessero davvero intense, non è escluso che qualche fiocco possa baciare il fondovalle. È quel tipo di situazione che i locali conoscono bene, dove il termometro gioca con lo zero e ogni grado fa la differenza tra una pioggia fastidiosa e uno scenario fiabesco.
Un fine settimana tutto bianco per le Alpi
A partire da Venerdì 16 Gennaio, la Perturbazione prenderà vigore partendo dal Mediterraneo centrale. Vedremo precipitazioni diffuse colpire la Sardegna e poi risalire verso il settentrione. Tutto l’arco alpino, dalla Lombardia fino alle Alpi Marittime, si vestirà di bianco. Lo scirocco, soffiando con forza, caricherà l’atmosfera di umidità che, impattando contro i rilievi, si trasformerà in fitte nevicate. È l’effetto orografico, un meccanismo perfetto che scarica al suolo tutto il potenziale della nuvolosità.
Mentre il Piemonte farà il pieno, la situazione sarà leggermente diversa spostandosi verso est. Nel Triveneto, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia, la quota neve tenderà a essere più elevata, attestandosi tra i 1200 metri e i 1700 metri. Anche le Alpi Giulie vedranno accumuli importanti, ma il respiro più mite dell’Adriatico si farà sentire, spingendo il limite del bianco più in alto rispetto ai colleghi occidentali. In Lombardia montana le piste da sci riceveranno un’ottima boccata d’ossigeno, notizia splendida se pensiamo che i preparativi per le prossime competizioni invernali sono già in pieno fermento.
E l’Appennino? Qui la nota è dolente per gli amanti dell’inverno. Lo scirocco prevarrà in modo netto, portando aria decisamente troppo mite. Sull’Appennino Settentrionale, tra l’Emilia-Romagna e la Toscana, il limite delle nevicate resterà confinato oltre i 2000 metri o addirittura 2300 metri. Si tratterà di piogge diffuse che, purtroppo, andranno a intaccare il manto nevoso presente, regalando un paesaggio più autunnale che invernale. In queste zone si percepirà un sensibile aumento della temperatura, con valori che si porteranno abbondantemente sopra la media del periodo.
Inquinamento
Non si può parlare del meteo di Gennaio in Pianura Padana senza menzionare la qualità dell’aria. Attualmente, i dati indicano un’aria malsana su quasi tutto il settore occidentale, martoriato dall’assenza di ventilazione. Mentre il resto d’Italia ha vissuto raffiche forti e mareggiate, il settore nord occidentale è rimasto immobile, intrappolando gli inquinanti al suolo. Questa è una peculiarità che spesso sfugge ai non addetti ai lavori, ma che influisce pesantemente sulla salute pubblica.
C’è un dettaglio curioso che merita una riflessione (un aneddoto che i più giovani forse non conoscono). Negli anni sessanta e novanta, la media delle temperature era tale che le gelate e la galaverna erano la norma quotidiana. Con l’inquinamento di allora, si verificava spesso la cosiddetta Neve Chimica, ovvero neve che cadeva direttamente dalla nebbia a causa dei nuclei di condensazione derivanti dalle emissioni industriali. Oggi quel fenomeno è più raro, ma la struttura climatica sembra comunque voler rincorrere schemi del passato, pur con le evidenti storture del Riscaldamento Globale.
Il mese di Gennaio si chiuderà probabilmente con un bilancio termico nelle norme degli ultimi trent’anni per le regioni del Nord, ma questo non deve trarre in inganno. I valori che stiamo vivendo sono simili a quelli che un tempo erano considerati la normalità assoluta. Oggi, dopo anni di inverni latitanti, ci sembrano quasi eventi eccezionali. Insomma, ci stiamo riabituando a un inverno che fa il suo mestiere, pur con tutte le contraddizioni del caso.
In conclusione, prepariamoci a un fine settimana di Maltempo vero. Se risiedete in Piemonte, Lombardia o Valle d’Aosta, tenete d’occhio le previsioni locali perché la dama bianca sta per tornare a trovarci in modo democratico su tutto l’arco alpino. Per il resto d’Italia, sarà una fase di attesa, con ombrelli a portata di mano e temperature che ci ricorderanno quanto l’Oceano Atlantico sappia essere generoso ma anche mite.
Credit
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- World Meteorological Organization
- Nature Climate Change
- ScienceDaily – Earth & Climate