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Ipotesi di progetto – di fantasia – di geoingegneria.

Si parla periodicamente di indurre una moderazione degli eccessi del clima con la geoingegneria, ovvero con l’intervento umano sul clima. Ma non mandando in cielo aerei a sparare gas bianchi come quelli che vengono indicati da taluni, bensì con attività ben più complesse e controllabili.

Ci sono vari progetti sul tavolo: aziende che offrirebbero ai Governi del Mondo il loro servizio. In ambito ristretto, in alcune aree, da molti anni si lavora per alterare il regime delle piogge con il cloud seeding, ma è tutta un’altra faccenda rispetto al cambiamento del clima terrestre.

 

Quando il cinema anticipa il dibattito

Mi è capitato di rivedere un film, “Geostorm”, pellicola del 2017, quando ancora la tecnologia di Hollywood non usava massivamente l’intelligenza artificiale per gli effetti speciali (oggi sarebbe stato un film più credibile, forse). La trama si può sintetizzare così: dopo una serie di disastrosi eventi climatici, i governi della Terra si attivano per creare un satellite in grado di controllare il tempo atmosferico. Ciò, però, rischia di scatenare una catastrofe ancora più grande. Una catastrofe, però, indotta da persone avide di potere che trasformano un sistema di moderazione del clima in un’arma.

Il film è un monito per la geoingegneria, come altre pellicole prodotte sempre dagli americani. Tuttavia, se la geoingegneria fosse utilizzata solamente per scopi benefici per il pianeta, limiterebbe i danni del clima pazzo che stiamo vivendo. Ma mai si arriverà ad avere i Governi del Mondo tutti d’accordo, uniti per salvare il Pianeta. Oggi lo si vede con le guerre, con l’avidità nello sfruttamento di pozzi petroliferi, gas, e ogni altro.

Si arriva persino a negare il cambiamento del clima in alcuni Stati del Mondo, con il rischio di licenziamento per chi non si allinea quando il datore di lavoro è il Governo o lo Stato Federale. Eppure, nello stesso Paese – insomma, senza giri di parole, mi riferisco agli Stati Uniti, che pure monitorano da vicino la geoingegneria – vi è anche una forte attenzione all’ambiente da una parte dei cittadini, così anche all’inquinamento del Pianeta.

 

Il progetto Geostorm è attuabile

Ma qui il punto è il cambiamento climatico. Resta da capire se un progetto come quello di “Geostorm” (non la medesima tecnologia) sia realizzabile. Lo sarebbe, ma il Mondo ancora non è in crisi climatica conclamata da causare carestie nei Paesi ricchi, quella che verrà forse dopo il 2100 se si continuerà a inquinare l’atmosfera di gas serra.

 

Segue un elenco sintetico dei principali progetti, tra ricerca. Quasi tutti sono su scala piccola o sperimentale; nessuno altera oggi il clima globale in modo misurabile.

Make Sunsets (Stati Uniti). Palloni rilasciano grammi o chilogrammi di anidride solforosa in stratosfera per riflettere la luce solare. L’azienda vende “cooling credits”. Operazioni in California e Nevada, iniziativa controversa e su scala minuscola.

Stardust Solutions (Israele e Stati Uniti). Sviluppa particelle di silice amorfa e carbonato per l’iniezione stratosferica. Raccolti circa 75 milioni di dollari. Mira a contratti governativi; test all’aperto previsti.

SCoPEx (Stati Uniti, Harvard). Doveva rilasciare carbonato di calcio da un pallone stratosferico. Annullato nel 2024 dopo le opposizioni, anche in Svezia. Mai effettuato in campo.

Marine Cloud Brightening – Grande Barriera Corallina (Australia). Southern Cross University e governo: spruzzo di acqua di mare per schiarire le nubi e raffreddare l’acqua sulla barriera corallina. Test in mare in corso.

MCB University of Washington (Stati Uniti). Spruzzo di sale marino da nave, la USS Hornet ormeggiata ad Alameda. Bloccato dal comune nel 2024.

ARIA Exploring Climate Cooling (Regno Unito). Circa 57 milioni di sterline: ricerca su MCB, ispessimento del ghiaccio artico, cariche elettriche sulle nubi e materiali per la SAI. Esperimenti all’aperto limitati.

Ispessimento del ghiaccio artico / RASI (Canada e Regno Unito). Università di Cambridge, Real Ice e altri pompano acqua di mare sul ghiaccio in inverno per farlo durare più a lungo. Test in Nunavut.

 

Rimozione della CO₂ e interventi correlati

Climeworks Orca e Mammoth (Islanda, azienda svizzera). Direct Air Capture alimentata da energia geotermica; anidride carbonica stoccata nel basalto con il metodo Carbfix. Mammoth arriva fino a circa 36.000 tonnellate all’anno di capacità nominale.

Northern Lights (Norvegia; Equinor, Shell, TotalEnergies). Hub di stoccaggio della CO₂ sotto il Mare del Nord. Capacità in espansione, collegato a impianti europei, cementifici compresi.

Vesta (Stati Uniti). Sparge olivina frantumata sulle spiagge per aumentare l’alcalinità oceanica e l’assorbimento di anidride carbonica. Test a Long Island e altrove.

Drax BECCS (Regno Unito). Bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio presso la centrale a biomassa di Drax.

 

Modifica del tempo, il confine con la geoingegneria

Programma Tianhe e cloud seeding (Cina). Il più grande programma mondiale di inseminazione delle nubi con ioduro d’argento, impiegato per generare pioggia o prevenire la grandine; è in corso anche la ricerca su interventi più ampi.

La distinzione usuale è netta: il cloud seeding modifica il tempo locale, mentre SAI e MCB puntano, in teoria, al bilancio radiativo planetario. La maggior parte dei progetti SRM è ancora ricerca o dimostrazione, non dispiegamento operativo. E comunque, non saranno attuati, per decenni, ancora.

 

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