
(TEMPOITALIA.IT) Le dinamiche atmosferiche per i prossimi giorni appaiono ormai delineate con estrema chiarezza, delineando un quadro che vedrà il ritorno del sole ma con una durata decisamente effimera. A partire dalla giornata di sabato 21 febbraio, l’alta pressione tornerà a essere la protagonista indiscussa all’interno del bacino del Mar Mediterraneo, segnando il primo vero episodio di stabilità dopo un’assenza che si protraeva da quasi cinque settimane. Questo miglioramento delle condizioni si manifesterà in prima battuta sulle regioni occidentali, andando a coinvolgere inizialmente il Nord-Ovest già da venerdì e tutto il versante tirrenico della Penisola.
Svolta nel fine settimana, il bel tempo abbraccia l’Italia
Il processo di stabilizzazione troverà il suo compimento nel corso di domenica 22 febbraio, quando la solidità dell’anticiclone si estenderà con rapidità al resto del territorio nazionale. Questa data rappresenta il momento cardine per poter godere finalmente di cieli sereni su tutte le regioni, tuttavia le ultime elaborazioni dei modelli matematici hanno evidenziato alcune novità sostanziali che modificano la prospettiva a medio termine. Come è facile immaginare, la presenza del sole favorirà un sensibile rialzo dei valori termici, specialmente durante le ore centrali del dì, portando le temperature massime su livelli decisamente miti per la stagione.
Temperature in ascesa, punte quasi primaverili sulle Isole
Analizzando i dati nel dettaglio, si prevede che al Settentrione i termometri possano raggiungere punte comprese tra i 15°C e i 17°C, con punte superiori al Nord Ovest nella giornata di venerdì 20, mentre al Centro e al Meridione la colonnina di mercurio salirà agevolmente fino a toccare i 18°C o 19°C sul lato tirrenico, qualche grado in meno su quello adriatico per via di una circolazione più fresca da est. Valori ancora più elevati sono attesi sulla Sardegna e sulla Sicilia, dove si potranno registrare picchi molto vicini ai 20°C, regalando una parentesi dal sapore quasi primaverile. Sebbene tali temperature siano gradevoli, non rappresentano un dato eccezionale se confrontate con le serie storiche recenti, che in pieno febbraio hanno visto talvolta picchi di 25°C.
La durata dell’anticiclone: più breve del previsto?
Contrariamente a quanto ipotizzato nelle analisi dei giorni scorsi, questa rimonta della pressione non sembra destinata a radicarsi a lungo sul territorio italiano. La stabilità atmosferica dovrebbe infatti mostrare i primi segni di cedimento già nella giornata di giovedì 26 febbraio, quando le regioni del Nord inizieranno a risentire di un progressivo indebolimento dello scudo protettivo. Si tratterebbe del transito di un veloce cavo d’onda, un fenomeno capace di favorire l’ingresso di correnti occidentali più umide, portando con sé annuvolamenti irregolari e la possibilità di deboli precipitazioni. Anche se i fenomeni non risulteranno inizialmente violenti o estesi, segneranno comunque la fine del dominio assoluto del sole, mentre al Centro e al Sud il tempo si manterrà discreto per qualche giorno aggiuntivo.
Nuovo ribaltone totale in vista per la fine di febbraio
L’attenzione degli esperti è però rivolta a sabato 28 febbraio, data in cui le simulazioni indicano l’arrivo di una nuova e profonda saccatura di origine atlantica. Questo sistema perturbato potrebbe estendersi con forza dalla Penisola Iberica fino a investire direttamente l’Italia, determinando un peggioramento organizzato delle condizioni meteo. Tale configurazione comporterebbe diverse giornate di maltempo con piogge diffuse in pianura e il ritorno della neve sui rilievi montuosi. In caso di un afflusso di aria più fredda, non si escludono nevicate capaci di scendere al di sotto dei 1000 metri di altitudine. Attualmente questa ipotesi è contemplata soprattutto dal modello ECMWF, che la anticipa addirittura al 27 febbraio, ma data la distanza temporale, sarà necessario seguire i prossimi aggiornamenti per definire con maggiore accuratezza la portata di questa nuova offensiva perturbata che chiuderà il mese.
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