Possibili sorprese invernali per marzo
(TEMPOITALIA.IT) Questa stagione fredda sembra scivolare via senza grandi scossoni, lasciando l’amaro in bocca a chi sperava in scenari spettacolari. Sebbene il freddo intenso si sia affacciato più volte, ha preferito fermarsi nel cuore dell’Europa Centrale, senza mai affondare con decisione verso il bacino del Mediterraneo. Ormai siamo proiettati verso la fine di febbraio, e la sensazione predominante è quella di una Primavera che scalpita, nonostante manchi ancora del tempo alla chiusura ufficiale del calendario meteorologico. Quando pensiamo ai mesi più rigidi, li associamo immediatamente alla neve, ma in Italia tale binomio non è più scontato, a causa dei cambiamenti climatici sempre più evidenti.
In passato, l’attenzione dei meteorologi era spesso rivolta al cosiddetto gelo siberiano. Le vaste pianure della Siberia rappresentano un’area del Pianeta estremamente celebre per le sue temperature estreme durante i mesi più bui. Quello strato di aria gelida che si deposita vicino al suolo è il risultato della forte dispersione di calore che avviene durante le notti serene, tipiche dei periodi dominati dall’alta pressione. Tuttavia, è bene ricordare che non tutte le ondate di freddo che colpiscono la nostra Penisola o l’Europa arrivano necessariamente dalla Russia. Solo raramente questa massa d’aria così sferzante riesce a percorrere migliaia di chilometri, portando con sé condizioni glaciali.
Negli ultimi trentacinque anni, questi eventi sono diventati sempre più rari, poiché l’alta pressione russa fatica a spingere il proprio fiato gelido verso occidente. Gli ultimi episodi significativi di Buran risalgono al febbraio 2012 e alla fine del febbraio 2018, quando si registrarono nevicate storiche che paralizzarono diverse zone d’Italia.
Marzo e i contrasti termici: un volto invernale inatteso
Nonostante l’andamento recente, sottovalutare il mese di marzo sarebbe un errore grossolano, poiché questo periodo dell’anno è noto per i suoi sbalzi repentini. Mentre inizieremo a percepire i primi tepori, il quadro barico potrebbe mutare radicalmente. Si nota un cambio di circolazione che sta per interrompere il flusso perturbato proveniente dall’Oceano Atlantico, e questo potrebbe spalancare le porte a una discesa gelida, seppur tardiva, verso le nostre latitudini.
Le correnti atlantiche perderanno progressivamente forza, anche a causa di un Vortice Polare che appare decisamente indebolito. Sebbene al momento l’Italia non sembri essere l’obiettivo principale del gelo dalla Russia, la stagione non può essere considerata conclusa, avendo ancora tutte le potenzialità per mostrare il suo lato più crudo durante le prossime settimane.
La situazione potrebbe farsi complessa a causa di possibili infiltrazioni più umide, provenienti dal comparto franco-iberico, che tenteranno di farsi strada verso l’Europa. La nostra terraferma potrebbe trovarsi proprio nel punto di scontro tra due circolazioni opposte: quella fredda da est e quella più mite occidentale. Il Mare Mediterraneo potrebbe reagire a questo eventuale ingresso di aria polare, ancora confinata alle alte latitudini, generando forti contrasti termici. Non bisogna dimenticare che la temperatura delle acque superficiali è attualmente sopra la media, un fattore che potrebbe alimentare la formazione di nubi e favorire precipitazioni nevose abbondanti qualora il freddo dovesse riuscire a sfondare con decisione.
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