L’ultima occasione per il riscatto stagionale
Siamo ormai giunti a quello che potremmo definire il momento della verità, l’ultima opportunità utile per la stagione fredda di lasciare un segno concreto. Osservando l’andamento recente, risulta onestamente complesso ipotizzare che l’Inverno possa recuperare la propria credibilità, eppure il mese di Marzo deve ancora iniziare e, basandosi sulle dinamiche della troposfera, la partita rimane del tutto aperta. È innegabile che siamo reduci da un periodo caratterizzato da promesse non mantenute, ma il fatto che le temperature non siano crollate in modo drastico nelle nostre regioni non significa che il gelo sia rimasto assente nel resto dell’Emisfero Settentrionale.
Al contrario, il clima è stato particolarmente severo in altre aree geografiche, basti pensare alle nevicate di portata storica che hanno investito la città di Mosca, oppure la metropoli di New York. Risulta evidente che le vicissitudini del Vortice Polare hanno generato effetti di grande rilievo, proprio come ci si attendeva per il continente dell’Europa.
Il divario tra le zone polari e il bacino del Mediterraneo
Bisogna comunque riconoscere che, in diverse aree europee, il freddo si è palesato in più di una circostanza. Il vero problema riguarda il Bacino del Mediterraneo, dove l’aria gelida non è riuscita a farsi apprezzare con la dovuta intensità, e non ci stiamo riferendo soltanto alle piogge necessarie per proteggerci dalla siccità dei prossimi mesi, stiamo parlando proprio di temperature basse e neve.
Mentre sulle Alpi i fiocchi sono caduti copiosi, specialmente nei settori di Ponente, la situazione è stata ben diversa lungo l’Appennino e sui rilievi delle due Isole Maggiori, ovvero Sardegna e Sicilia. Risulta quindi fondamentale fare le opportune distinzioni tra i vari territori per evitare di descrivere solo una parte del panorama meteorologico. Tuttavia, tutto ciò appartiene ormai al passato, ora la nostra attenzione deve concentrarsi sulla possibilità che il freddo arrivi realmente nelle prossime settimane.
Cosa dicono i modelli per le prossime settimane
Dobbiamo chiederci se il gelo sarà capace di manifestarsi durante il mese di Marzo, un periodo che storicamente è in grado di regalare colpi di coda invernali capaci di rivaleggiare con le fasi più crude della stagione. Analizzando i suggerimenti dei modelli matematici e i segnali che giungono dall’atmosfera, notiamo una tendenza verso un mese ricco di turbolenze. Poiché questo periodo tende a esaltare i contrasti termici, favoriti dagli scambi tra le masse d’aria provenienti da sud e quelle da nord, non è difficile ipotizzare un’irruzione proveniente direttamente dal Circolo Polare Artico.
Questa rappresenta attualmente la soluzione più accreditata, ma non va sottovalutato il potenziale arrivo di aria gelida dall’Est, un’ipotesi che è apparsa in alcune simulazioni recenti. Sebbene non vi siano ancora certezze assolute su un ultimo sussulto stagionale, questi indizi sono comunque molto incoraggianti. Entro la prima metà del mese, lo scenario potrebbe evolvere con l’Alta Pressione pronta a spingersi verso il Nord Europa e le Isole Britanniche, movimento che faciliterebbe la discesa del freddo verso le latitudini meridionali. In tal caso, il tempo assumerebbe connotati pienamente invernali, portando potenzialmente la neve a quote molto basse su diverse regioni.
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