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La SVOLTA: freddo russo in agguato e neve a bassa quota sino Val Padana

Federico De Michelis di Federico De Michelis
06 Feb 2026 - 15:04
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News, Zoom
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(TEMPOITALIA.IT) In una visione d’insieme osserviamo come l’Europa orientale sia interessata da aria piuttosto fredda. Questa, però, non riesce a sfondare verso ovest, come invece è naturale che avvenga in questo periodo dell’anno. Il freddo russo, durante il mese di febbraio, essendo particolarmente esteso e intenso, tende infatti a espandersi verso nord, verso sud, verso ovest e verso est.

 

In questo momento, in questi giorni, un flusso di correnti provenienti addirittura dal Mar dei Caraibi sta interessando la Penisola Iberica, con un fenomeno atmosferico chiamato fiume atmosferico. Purtroppo la Penisola Iberica è stata oggetto di condizioni atmosferiche estremamente sfavorevoli, con precipitazioni torrenziali, alluvioni, e i fenomeni sembrano non finire. Tuttavia, le previsioni cominciano a dare qualche segnale di cambiamento.

 

Nel fine settimana è prevista una nuova tempesta che interesserà ancora la Penisola Iberica, per poi spostarsi verso l’Italia. Si tratterà però di un sistema attenuato, perché a est troverà nuovamente lo sbarramento dell’anticiclone europeo, con radici russe, e scivolerà così verso il basso Mediterraneo. La forza non sarà quindi paragonabile a quella che stanno sperimentando Spagna e Portogallo, colpiti continuamente da queste burrasche, che comunque interessano anche la Francia e, in parte, le Isole Britanniche.

 

Andando più avanti nel tempo, si formerà una bassa pressione piuttosto profonda sulle Isole Britanniche, mentre un’alta pressione si disporrà a ridosso delle Isole Canarie. A questo punto lo scenario cambierà: il flusso caraibico tenderà a portarsi verso nord e l’Italia sarà interessata da una situazione atmosferica piuttosto incerta, con perturbazioni in transito soprattutto sul Centro Italia e sul Sud Italia. Ancora una volta il Nord Italia vedrà scarse precipitazioni. In sintesi, una situazione meteorologica meno sfavorevole, ma comunque instabile.

 

Questa bassa pressione, molto forte sull’Oceano Atlantico, sembrerebbe però ostacolare ancora una volta l’aria fredda. Attenzione però, perché tale aria verrà in parte risucchiata dalla depressione che interesserà il nord delle Isole Britanniche, portando un’ondata di freddo con nevicate diffuse. Insomma, qualcosa inizia a cambiare.

 

La prossima settimana, tuttavia, non sembra essere quella del cambiamento più deciso. La svolta più intensa potrebbe manifestarsi a ridosso del fine settimana successivo, quello attorno alla metà del mese. In quel frangente, la bassa pressione oceanica, ormai liberatasi della corrente proveniente dal Mar dei Caraibi, avrà modo di richiamare l’aria fredda dalla Russia. Quest’aria fredda investirà in pieno la Scandinavia, la Danimarca, la Germania, propagandosi poi non solo sulla Scozia, ma su tutte le Isole Britanniche, per poi scivolare verso la Francia e addirittura scendere verso l’Italia, compiendo un giro sinottico piuttosto imponente.

 

Le cose, dunque, sembrano iniziare a cambiare. Dopo la metà del mese, le basse pressioni inizieranno a disporsi in una configurazione ideale per richiamare aria molto fredda proveniente dalla Russia, aria che continuerà a stazionare e persino ad espandersi. A quel punto, la prossima bassa pressione in arrivo sull’Italia, forse attorno al 15-18 febbraio, potrebbe richiamare aria fredda dall’Europa orientale, con la possibilità di precipitazioni a carattere nevoso a quote molto basse e un sensibile abbassamento delle temperature.

 

Questa volta le condizioni potrebbero risultare favorevoli anche a una nevicata in Pianura Padana. Va però sottolineato che stiamo parlando di previsioni che vanno ben oltre il limite di affidabilità e che saranno soggette ad ampie variazioni. Ciò che si nota è che le tempeste oceaniche continueranno a essere molto intense, ma allo stesso tempo persisterà questa presenza anticiclonica russa a ridosso dell’Europa, con aria fredda pronta a investirci. Moltissime aree europee potrebbero così trovarsi sotto precipitazioni a prevalente carattere nevoso: parliamo dell’Europa centrale, della Scandinavia e, questa volta, di gran parte delle Isole Britanniche.

 

Per quanto riguarda l’Italia, potrebbero essere coinvolte le basse quote del Centro Italia e del Sud Italia, mentre la Pianura Padana resta ancora in bilico. Un po’ di neve potrebbe interessare anche la Penisola Iberica, dove però inizierà a farsi sentire l’effetto di un’alta pressione, con un miglioramento finalmente in arrivo. Miglioramento che potrebbe però essere temporaneo, perché anche lì è prevista una successiva discesa di aria fredda, destinata soprattutto al nord del Paese e non più alle regioni centrali e meridionali, né al Portogallo, duramente colpito da precipitazioni davvero incredibili.

 

Questi fiumi atmosferici sono fenomeni estremamente pericolosi e insidiosi. Ne sanno qualcosa in California, dove durante questo inverno si sono verificate precipitazioni eccezionalmente intense. Fiumi atmosferici si sono verificati anche in Italia in passato, ma quelli provenienti direttamente dall’Oceano Atlantico verso le terre emerse risultano molto più pericolosi di quelli che transitano nel Mediterraneo. Va detto, però, che il Mediterraneo è un ottimo produttore di nubi e grandi precipitazioni, come abbiamo visto dagli accumuli che possono verificarsi sul nostro Paese.

 

Come dicevo, le cose cambiano, e in modo anche sorprendente. Attorno al 20 febbraio non sembra più prevalere la pioggia sul continente europeo, bensì la neve, con basse pressioni e discese di aria fredda. Tutto questo è dovuto al fatto che il Vortice Polare, che ha insistito sul Nord America, stavolta avrà un getto piuttosto acuto verso l’Europa, coinvolgendo anche l’Italia.

 

In questo contesto di estrema variabilità atmosferica, non è possibile fare previsioni dettagliate, soprattutto su un arco temporale di due settimane. Possiamo solo delineare una linea di tendenza generale, come quella che sto tracciando, basata esclusivamente sull’osservazione scrupolosa dei modelli matematici, sia di quello europeo sia di quello americano, entrambi estremamente affidabili. Al momento si tende a dare un punteggio in più al modello europeo, ma non è detto che sia sempre il più affidabile. Va ricordato che proprio il modello europeo è spesso più propenso a vedere nevicate in Pianura Padana, che poi nella realtà non si verificano.

 

Le condizioni termiche, in molti casi, ci sarebbero anche, ma entrano in gioco altri fattori che impediscono la concretizzazione degli eventi. Questa volta staremo a vedere. La situazione è effettivamente complicata. Siamo nell’ultimo mese invernale e, dal punto di vista sinottico e termico, sembra essere davvero un mese piuttosto “cattivello”. Avremo modo di parlarne ampiamente.

 

Crediti e fonti modellistiche: (TEMPOITALIA.IT)

  • ECMWF – Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine: https://www.ecmwf.int
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration: https://www.noaa.gov
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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