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Marzo, colpo di coda dell’Inverno: ecco perché il Freddo tardivo è più di un’ipotesi

Luca Martini di Luca Martini
23 Feb 2026 - 17:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Il riscaldamento stratosferico e l’inizio della primavera

(TEMPOITALIA.IT) Le proiezioni dei modelli matematici più recenti stanno consolidando un segnale che, per chi osserva con attenzione le dinamiche della stratosfera, risulta impossibile da ignorare, ovvero un riscaldamento estremamente marcato nella parte superiore dell’atmosfera. Si tratta di un fenomeno che presenta caratteristiche del tutto simili a un Sudden Stratospheric Warming di tipo Major ai livelli più alti, un evento capace di stravolgere gli equilibri meteorologici su scala emisferica proprio mentre ci avviciniamo alla Primavera.

 

Riscaldamento intenso e l’inversione dei venti zonali

Se osserviamo il livello di 1 hPa, situato nella parte più elevata della stratosfera polare, si nota un’anomalia termica positiva molto vasta e potente. L’aspetto più rilevante sotto il profilo dinamico è rappresentato dall’inversione dei venti zonali, i quali passano da una circolazione occidentale a una orientale. Questa mutazione è uno dei parametri fondamentali per definire un Major SSW, poiché non indica semplicemente un aumento delle temperature, ma una vera e propria metamorfosi del bilancio energetico del vortice polare.

In questo momento, l’energia prodotta dalle onde planetarie, in particolare le onde di Rossby che si propagano dalla troposfera verso l’alto, sta accumulando calore e momento nella stratosfera, deformando pesantemente la struttura del vortice stesso.

 

Un vortice ancora integro ma indebolito

Al momento, il quadro appare differente al livello di 10 hPa, che è storicamente il punto di riferimento più affidabile per comprendere i possibili effetti diretti sul tempo che avvertiamo al suolo. Qui il riscaldamento è ben visibile ma risulta ancora asimmetrico, essendo concentrato su un singolo settore del Polo Nord. Il nucleo freddo principale del vortice polare stratosferico riesce ancora a mantenere una certa compattezza, pur trovandosi in uno stato di evidente sofferenza dinamica.

Possiamo dunque affermare che il vortice risulti ancora unico, non essendo ancora avvenuta una scissione netta, definita tecnicamente split, né uno spostamento definitivo della sua sede abituale. Tuttavia, la sua architettura appare visibilmente minata e soggetta a una costante erosione che parte dai livelli superiori.

 

La propagazione verso la troposfera

La partita decisiva per le sorti meteorologiche dell’Europa e dell’Italia si giocherà nel corso dei prossimi cinque o sette giorni. Affinché un evento di stratwarming possa condizionare concretamente il clima alle medie latitudini, è indispensabile che l’anomalia calda e l’inversione dei venti scendano di quota fino a coinvolgere il livello di 10 hPa e, successivamente, i piani più bassi dell’atmosfera.

Qualora questo processo di propagazione andasse a buon fine, potremmo assistere a diversi scenari, come un displacement del vortice verso il settore continentale o una scissione in due lobi distinti. Questo aumenterebbe drasticamente le probabilità di assistere a blocchi dell’alta pressione alle alte latitudini, favorendo irruzioni di aria fredda tardiva verso l’Europa e il Nord America. Al contrario, se il calore dovesse restare confinato nelle parti alte della stratosfera, l’impatto sul tempo che viviamo quotidianamente risulterebbe molto più blando o diluito nel tempo.

Ad oggi, il Vortice Polare non è ancora collassato, ma si trova chiaramente sotto attacco. Un eventuale passaggio a correnti orientali anche a 10 hPa sancirebbe il punto di svolta definitivo. In contesti simili, la cautela è d’obbligo, dato che gli effetti al suolo non sono mai immediati né certi, dipendendo dalla complessa interazione tra la stratosfera, la troposfera e la risposta del getto polare sull’Oceano Atlantico. I prossimi aggiornamenti saranno fondamentali per capire se ci troveremo di fronte a un semplice disturbo passeggero o all’inizio di una fase invernale tardiva capace di colpire duramente la Penisola.

 

Credit:

ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration

NASA – Global Modeling and Assimilation Office

Met Office – Stratospheric monitoring

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: alta pressionefreddo tardivometeo estremometeo marzoneve italiaonde di rossbyprevisioni primaveraSSWStratwarmingvortice polare
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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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