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Perturbazione con neve in arrivo

Un inaspettato mutamento della circolazione atmosferica è previsto per la serata di mercoledì 18 e le prime ore di giovedì 19 febbraio, con il ritorno della neve a quote insolitamente basse per il periodo. Nonostante non si tratti di una vera e propria ondata di gelo artico, poiché la massa d’aria in avvicinamento non presenterà temperature eccessivamente rigide, entrerà in gioco un fattore determinante, ovvero la scarsa umidità presente nei bassi strati. Dopo queste giornate caratterizzate da forti venti di favonio lungo tutto l’Arco Alpino, l’aria risulta particolarmente secca e limpida. Nella giornata di mercoledì 18 il tempo resterà stabile e in prevalenza soleggiato, ma con l’avvicinarsi della sera è atteso l’ingresso di un sistema perturbato rapido e incisivo, pronto a colpire il Settentrione e le regioni del Centro tirrenico.

 

A che quota nevicherà

Durante la mattinata di giovedì 19, nel momento di massima attività del fronte instabile, le temperature alla quota di riferimento di circa 1500 metri subiranno una flessione tale da permettere nevicate tra gli 800 e i 1000 metri di altitudine. Tuttavia, la presenza di aria molto secca e il fenomeno della omotermia potrebbero riservare sorprese, portando i fiocchi a quote decisamente inferiori rispetto a quelle teoriche. La conformazione del territorio delle Alpi, con la sua complessa geomorfologia, favorisce spesso simili dinamiche. Lo zero termico si posizionerà a livelli molto bassi sul Piemonte e all’interno di tutti i fondovalle alpini, garantendo nevicate sicure in queste specifiche aree geografiche, mentre sulla Valle Padana prevarrà quasi ovunque la pioggia.

 

Le aree geografiche coinvolte

Finché la colonna d’aria non raggiungerà la completa saturazione per via delle precipitazioni, le temperature al suolo continueranno a calare. Grazie al processo fisico del calore latente di fusione, i fiocchi di neve, sciogliendosi durante la caduta, sottraggono energia termica all’ambiente circostante, raffreddandolo ulteriormente. Data l’intensità dei rovesci previsti, che assumeranno carattere convettivo nonostante si sia a fine febbraio, aumenta drasticamente la probabilità che il basso Piemonte possa ricevere imbiancate fin sotto i 300 o 400 metri di quota. La possibilità di neve è elevata in tutti i solchi vallivi alpini, dalla Valle d’Aosta alla Valtellina, passando per l’Ossola e la Valle dell’Adige. Centri urbani come Torino e Asti potrebbero vedere cadere fiocchi coreografici, Cuneo potrebbe ricevere una leggera imbiancata.

 

Situazione nelle vallate e dinamiche locali

La previsione resta al limite per quanto riguarda le zone di Ponente, dove sacche di aria fredda potrebbero rimanere intrappolate nelle vallate alpine laterali, rendendo la neve quasi certa in quelle località. Al contrario, nel cuore della Pianura Padana, l’evento si manifesterà molto probabilmente sotto forma di pioggia, seppur in un contesto climatico piuttosto rigido. È opportuno precisare che non si tratterà di una nevicata storica o di accumuli eccezionali, data la natura non prettamente invernale della massa d’aria. Eventuali depositi bianchi a quote collinari o di pianura saranno da attribuire più alla morfologia del Nord Italia che alla potenza intrinseca del sistema perturbato. Resta comunque alta l’attesa per qualche rapida imbiancata scenografica che, in zone come il Piemonte o i fondovalle, non manca mai di stupire.

 

Credit e fonti autorevoli:

 

 

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