(TEMPOITALIA.IT) L’attuale configurazione meteorologica sta disegnando un’Europa letteralmente spaccata in due, dove il rigore dell’inverno più crudo si scontra con la dinamicità umida dell’oceano. Mentre le regioni meridionali e occidentali combattono con precipitazioni insistenti, il settore orientale del Continente è prigioniero di una bolla di gelo di rara intensità, alimentata da un afflusso continuo di aria artica continentale.
L’Europa orientale nella morsa del gelo: Mosca tocca i -23°C
Il cuore di questa ondata di freddo si trova in Russia, dove la capitale Mosca si è svegliata lunedì con una temperatura minima di -23°C e durante la giornata, sotto una nevicata persistente, la temperatura non ha oltrepassato i -17°C. Non si tratta di un episodio isolato, ma di una vasta area che comprende la Bielorussia e i paesi baltici, dove città come Minsk e Vilnius hanno registrato rispettivamente -28,5°C e -25,5°C, ma con punte, in Lituania, fino a -34°C. La temperatura è scesa sotto i -30°C anche nella Finlandia centrale, mentre nella Russia europea nord-orientale i termometri hanno oltrepassato la soglia dei -40°C e ben più a sud, in Ucraina, si è arrivati a -27°C.
Questa situazione è causata da una potente cupola di alta pressione termica che staziona sulle pianure sarmatiche, bloccando ogni tentativo di mitigazione da parte delle correnti atlantiche. La stabilità dell’aria gelida nei bassi strati crea condizioni di freddo estremo che mettono a dura prova le infrastrutture e la quotidianità di milioni di persone, con lo Stato di Emergenza già dichiarato in diverse regioni per far fronte alle temperature disumane.
Siberia estrema: Habardino raggiunge i -50,2°C
Spostandoci ancora più a oriente, nelle vastità della Siberia, il freddo raggiunge vette quasi inimmaginabili. La stazione meteorologica di Habardino è stata identificata come il punto più freddo della terra nelle ultime 24 ore, con una temperatura che è precipitata a -50,2°C.
La più famosa Ojmjakon, in Jacuzia, detentrice del record di freddo dell’emisfero boreale, ha segnato -48°C, confermando che il cuore gelido della Russia è in piena attività. Per la verità per queste zone si tratta di temperatura abbastanza normali, in quanto le vere ondate di gelo più intenso raggiungono anche valori di -60°C e nei casi eccezionali sfiorano i -70°C.
Il contrasto mediterraneo: piogge e rischio idrogeologico
Mentre l’Est congela, l’Italia, la Penisola Iberica e i Balcani meridionali si trovano dalla parte opposta della barricata. Un flusso atlantico teso e ricco di umidità continua a convogliare perturbazioni in serie, mantenendo le temperature ben al di sopra delle medie stagionali, specialmente lungo le coste.
Tuttavia, il prezzo da pagare per questa mitezza è l’eccesso di pioggia. I terreni, ormai saturi dopo settimane di precipitazioni, non riescono più ad assorbire l’acqua, elevando il rischio di alluvioni e smottamenti. In Italia, l’attenzione è massima per le piene dei fiumi e per la stabilità dei versanti collinari, in un contesto dove il meteo non accenna a concedere tregue durature.
Tutto il freddo che si sta consolidando nell’Europa dell’Est potrebbe però, a partire dal 10 Febbraio, giungere, almeno parzialmente, anche in Italia, è questa l’ipotesi che comincia a balenare dai modelli matematici. Ne riparleremo.
Credit e fonti autorevoli:
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): ecmwf.int
- Hydrometcentre of Russia: meteoinfo.ru
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): noaa.gov







