(TEMPOITALIA.IT) Il grande inverno ha deciso di regalare uno spettacolo d’eccezione proprio in concomitanza con uno degli eventi sportivi più attesi dell’anno. Le Alpi, e in particolare le prestigiose località che ospiteranno le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, stanno per essere sommerse da una serie di perturbazioni di origine atlantica. Questo treno di cicloni carichi di umidità garantirà un innevamento naturale generoso, mettendo a tacere le preoccupazioni sulla tenuta delle piste e offrendo uno scenario da fiaba ai milioni di turisti e appassionati pronti a raggiungere le vette della Penisola.
Le montagne olimpiche si tingono di bianco per i giochi
La situazione meteorologica per i primi giorni di Febbraio si preannuncia estremamente dinamica. Da Bormio a Livigno, passando per la Valle di Anterselva e la Val di Fiemme, le proiezioni indicano accumuli nevosi che non si registravano da tempo. In particolare, la Regina delle Dolomiti, ovvero Cortina d’Ampezzo, si prepara a ricevere apporti freschi che potrebbero portare il manto totale a superare i 150 centimetri o persino i 200 centimetri nelle zone più elevate. Questo scenario è il risultato di una circolazione perturbata che, dopo aver colpito il Nord-Ovest, si sta spostando con forza verso i settori orientali del paese.
Le gare olimpiche, che vedranno il loro debutto ufficiale con la cerimonia di apertura prevista per venerdì 6 Febbraio, beneficeranno di un paesaggio completamente imbiancato. Località come Predazzo e Tesero, punti di riferimento per il salto e il fondo, vedranno nevicate consistenti con temperature che si manterranno stabilmente sotto lo zero, oscillando tra i -5°C e i -10°C durante le ore notturne, garantendo così una tenuta ottimale della superficie nevosa.
Accumuli consistenti su tutto l’arco alpino
Non saranno solo le località olimpiche a gioire di questo cambiamento del meteo. L’intero arco delle Alpi, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, vivrà una fase di maltempo tipicamente invernale.
Sulle Alpi Occidentali, in particolare nelle valli di Susa e del Monviso, sono attesi accumuli freschi tra i 30 centimetri e i 40 centimetri in poche ore. Anche il Triveneto non sarà da meno, con nevicate battenti che interesseranno la Carnia e le Dolomiti di Sesto. Questo carico di neve fresca, se da un lato farà la felicità degli sciatori, dall’altro richiederà la massima attenzione per quanto riguarda il pericolo valanghe, che nelle aree più esposte potrebbe salire rapidamente di grado.
Le previsioni per le località della Lombardia e del Veneto
Mentre in montagna il gelo sarà il protagonista indiscusso, le città di pianura vivranno una situazione più mitigata ma comunque umida. A Milano, pur non essendo previsti accumuli nevosi, il clima resterà freddo e piovoso, con temperature massime che difficilmente supereranno i 5°C. Questo contrasto termico è dovuto all’afflusso di aria mite meridionale che, scontrandosi con il cuscino freddo presente nelle valli, genera le intense precipitazioni nevose che stiamo osservando.
In Appennino, la situazione sarà più variabile, con la quota neve che tenderà a salire sopra i 1200 metri a causa del richiamo dei venti di scirocco, per poi riabbassarsi verso il fine settimana. Resta comunque un periodo d’oro per tutto il comparto del turismo invernale italiano, che vede nelle Olimpiadi 2026 il suo naturale momento di gloria. La stabilità atmosferica resterà lontana, permettendo ai ghiacciai di accumulare una riserva idrica fondamentale per i mesi a venire.
Credit e fonti autorevoli:
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): ecmwf.int
- WMO (World Meteorological Organization): wmo.int
- Météo-France: meteofrance.com





