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Era la fine di Gennaio quando il vortice Harry aveva sferzato con una violenza fuori dal comune il Sud Italia, eppure la situazione atmosferica sembra manifestarsi nuovamente con tempeste altrettanto cruente, sebbene caratterizzate da dinamiche differenti. Il flusso incessante di perturbazioni continua a colpire direttamente la nostra Penisola, in attesa di cambiamenti strutturali che dovrebbero concretizzarsi durante la prossima settimana.

Attualmente ci troviamo di fronte a un ulteriore centro di bassa pressione estremamente profondo, le cui ripercussioni più pesanti, in termini di ventilazione e fenomeni avversi, si scateneranno proprio nelle regioni del Meridione. Raffiche di ponente e maestrale, capaci di superare i 100 chilometri orari, insieme a intense mareggiate, colpiranno duramente i litorali del Medio-Basso Tirreno e i versanti esposti delle due Isole Maggiori, ovvero la Sardegna e la Sicilia.

 

Un Giovedì di tempesta

Già da oggi le condizioni meteorologiche sono improntate a un maltempo intenso e diffuso, ma il quadro non mostrerà segni di miglioramento per il prosieguo detto in un clima con temperature non propriamente invernali. La cronaca si ripete, evidenziando soprattutto la regolarità ravvicinata di questi fenomeni atmosferici acuti che, fino a qualche decennio fa, sarebbero risultati quasi inconcepibili per la loro intensità.

Non sembra esserci tregua per l’Italia, che resta sotto lo scacco di una circolazione instabile priva di pause. Le proiezioni non indicano nulla di rassicurante nemmeno per gli ultimi giorni della settimana, quando il passaggio di una nuova e vigorosa perturbazione darà vita a un fine settimana decisamente turbolento.

 

L’evoluzione del maltempo verso il fine settimana

Le analisi si concentrano in particolare sulle giornate di Sabato 14 e Domenica 15 Febbraio, periodo in cui affronteremo una fase di instabilità legata a un sistema frontale in arrivo dalla Francia e dalla Penisola Iberica. Questo scenario porterà inizialmente piogge di matrice autunnale, destinate però a trasformarsi in una configurazione più fredda e tipicamente invernale col passare delle ore.

Il cuore del sistema ciclonico si approfondirà in maniera repentina durante la giornata di Sabato 14, con una pressione minima al suolo che toccherà i 980 o 985 hPa, posizionandosi geograficamente tra la Corsica e l’Alto Tirreno intorno a metà giornata. Da questa posizione deriverà un peggioramento marcato, con precipitazioni abbondanti lungo tutta la fascia tirrenica che si estenderanno rapidamente a gran parte del territorio nazionale.

 

Domenica 15: più freddo con nevicate in Appennino

Lo spostamento del fronte perturbato e del relativo minimo depressionario sarà veloce, tanto che per la giornata di Domenica 15 i fenomeni più insistenti si concentreranno al Sud e sulle zone centrali del versante Adriatico. Un calo generale delle temperature, innescato dal richiamo di masse d’aria fredda provenienti dal Nord Europa, restituirà un clima più consono alla stagione, favorendo il ritorno della neve sulla dorsale dell’Appennino.

Ulteriori rapidi impulsi instabili attraverseranno il paese all’inizio della settimana successiva, confermando una difficoltà oggettiva del tempo nel ritrovare stabilità. Nella terza decade di Febbraio, correnti fredde più incisive potrebbero penetrare con maggior forza in Italia, a dimostrazione del fatto che l’inverno ha ancora molte cartucce da sparare nel bacino del Mediterraneo.

 

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