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Tregua preziosa con l’Anticiclone Subtropicale: ma attenzione al RIBALTONE di fine mese

Antonio Romano di Antonio Romano
21 Feb 2026 - 15:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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L’avanzata dell’alta pressione subtropicale

(TEMPOITALIA.IT) Dopo una fase temporale decisamente estesa, dominata da perturbazioni nate sull’Oceano Atlantico che hanno flagellato il territorio con piogge incessanti e criticità idrogeologiche diffuse in molteplici regioni della Penisola Italiana, il quadro meteorologico europeo mostra finalmente segnali di una temporanea stabilità. Le analisi più recenti dei campi di pressione, sia al suolo che in quota, evidenziano la progressiva spinta di un promontorio di alta pressione che dalla Penisola Iberica si muove verso il Mediterraneo Centrale, pronto a coinvolgere direttamente l’Italia durante i prossimi giorni.

Questa struttura atmosferica in formazione trae la propria forza da correnti miti di matrice subtropicale, le quali vengono convogliate lungo il bordo orientale di una vasta ondulazione oceanica. Tale assetto favorirà un deciso rialzo dei valori di geopotenziale e una generale stabilizzazione dell’intera colonna d’aria, portando a una riduzione dell’instabilità e a una graduale attenuazione di ogni fenomeno piovoso.

Gli effetti di questo cambiamento saranno percepibili in tutta Italia. Le temperature tenderanno a salire su valori superiori alle medie stagionali, in modo particolare nelle aree pianeggianti e lungo i litorali, grazie anche a un contributo del vento di caduta, il favonio, che interesserà i settori sottovento rispetto ai principali rilievi montuosi.

 

Riflessi idrologici

Dal punto di vista della gestione idrica, questa pausa meteorologica rappresenta un passaggio fondamentale. Dopo settimane caratterizzate da accumuli di pioggia significativi, molti bacini fluviali si trovano ancora in uno stato di saturazione preoccupante. La prevista cessazione delle precipitazioni permetterà l’inizio di una fase di decrescita dei fiumi, con un abbassamento progressivo dei livelli idrometrici e un conseguente alleggerimento della sollecitazione sugli argini in tutta la Val Padana e nelle zone del Versante Tirrenico.

Risulta tuttavia essenziale evidenziare che questo miglioramento non deve essere interpretato come un ritorno immediato alla normalità assoluta, poiché i suoli di molte aree restano fortemente imbibiti d’acqua. La vigilanza resta dunque alta, specialmente in prossimità dei versanti montuosi più fragili.

 

Prospettive per fine Febbraio e inizio Marzo

Le proiezioni dei modelli matematici a medio termine suggeriscono che questo dominio dell’anticiclone potrebbe rivelarsi solo temporaneo. Tra la fine del mese di Febbraio e i primi giorni di Marzo, si intravede infatti la possibilità di una nuova oscillazione del getto polare, con una ripresa del flusso umido proveniente dall’Oceano Atlantico verso la Europa Occidentale e il cuore del Continente.

In questo scenario, l’Italia rischierebbe di tornare sotto l’influenza di sistemi di bassa pressione più strutturati, accompagnati da piogge sparse e da un sensibile rinforzo della ventilazione. Si tratterebbe di una configurazione dinamica e vivace, del tutto coerente con la stagionalità di fine inverno, periodo in cui gli scambi di calore tra le latitudini tendono a farsi più marcati e frequenti.

Al momento, questa tendenza necessita di ulteriori conferme nei prossimi aggiornamenti tecnici, ma la traiettoria evolutiva appare del tutto plausibile se osserviamo l’andamento climatico a scala emisferica. In sintesi, il territorio nazionale si appresta a vivere una parentesi di bel tempo, utile per il drenaggio dei terreni e la gestione delle emergenze, ma con un finale di mese che potrebbe riportare l’attenzione sul ritorno dell’instabilità.

 

Credits

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • Met Office UK – National Weather Service
  • WMO – World Meteorological Organization

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: alta pressionebacini fluvialiclima mitecorrenti atlantichegetto polareMediterraneo centralemeteo Italiaprevisioni febbraioterritori saturitregua maltempo
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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