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Meteo, cosa aspettarsi da Marzo? Sbalzi termici improvvisi, da 25 gradi alla NEVE, ecco perché

Antonio Romano di Antonio Romano
21 Feb 2026 - 13:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Sviluppo di imponenti scambi meridiani

(TEMPOITALIA.IT) Molti di voi probabilmente si staranno domandando come sia possibile sostenere una tesi simile con tale convinzione, tuttavia, è fondamentale precisare che non si tratta di una semplice affermazione, bensì di una riflessione ponderata che deriva da analisi della Troposfera e dell’Atmosfera estremamente articolate. Quello che sta capitando nei vari strati gassosi che avvolgono la Terra è certamente degno di nota, in particolare, stiamo osservando come si stiano delineando i presupposti ideali per lo sviluppo di imponenti scambi meridiani durante il corso del mese di Marzo.

Ma cosa intendiamo esattamente quando parliamo di questo fenomeno? Per chi non avesse ancora dimestichezza con la terminologia tecnica, con l’espressione scambi meridiani identifichiamo il trasferimento di masse d’aria con caratteristiche fisiche opposte lungo i meridiani geografici, ovvero spostamenti che avvengono da Nord a Sud, e viceversa.

In termini pratici, questo significa che enormi volumi di aria calda si spingono verso le alte latitudini, mentre correnti di aria gelida scivolano verso l’Equatore. Questi spostamenti devono essere considerati come eventi del tutto naturali, poiché svolgono il compito vitale di mantenere un equilibrio termico tra i Poli e le zone equatoriali. Durante le stagioni di transizione, come l’Autunno e la Primavera, tali movimenti servono a bilanciare le anomalie di temperatura che si sono accumulate durante i mesi precedenti.

 

Le possibili fiammate africane e il gelo tardivo

Questi processi possono diventare particolarmente violenti quando l’atmosfera si presenta irrequieta, proprio come sta accadendo in questo periodo storico. Non è affatto un caso che alcuni tra i più autorevoli centri di calcolo del mondo, nelle loro proiezioni meteorologiche, stiano evidenziando sia la possibilità di pesanti ondate di freddo, sia l’arrivo delle prime e furiose fiammate di calore provenienti dal Continente Africano.

Attualmente la nostra attenzione è focalizzata sulla prima metà di Marzo, poiché sarebbe poco utile spingersi troppo in avanti nel tempo, se non per confermare che le tendenze stagionali indicano una Primavera potenzialmente capricciosa e caratterizzata da temperature fresche. Bisogna però procedere per gradi, concentrandosi inizialmente sugli eventi imminenti di questo mese, per poi analizzare ciò che accadrà tra Aprile e Maggio.

 

Cosa aspettarsi per la prima metà del mese

Tutto questo scenario implica che, se nelle prossime settimane dovessimo assistere al ritorno della neve a quote bassissime, magari persino in pianura al Nord o lungo l’Appennino, non ci sarebbe nulla di cui meravigliarsi. Allo stesso modo, non dovremmo restare sorpresi qualora dovessero palesarsi i primi caldi di stampo tardo primaverile, con massime che potrebbero superare i 20-25 gradi Celsius in molte città dell’Italia.

D’altronde, la natura della stagione primaverile risiede proprio in questa estrema variabilità, fatta di contrasti termici accesi e cambi di scenario repentini. L’Italia, data la sua posizione geografica al centro del Mar Mediterraneo, si trova spesso nel bel mezzo di questi corridoi atmosferici, diventando il campo di battaglia tra l’aria mite subtropicale e le ultime resistenze del freddo invernale.

 

Credits

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • Met Office UK – National Weather Service
  • WMO – World Meteorological Organization

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: caldo africanogelo tardivometeo marzoprevisioni meteoprimavera 2026sbalzi termiciscambi meridianivortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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