Il momento è arrivato. Dopo alcune incertezze mostrate dai principali modelli matematici, ora possiamo delineare con precisione l’evoluzione per il prossimo fine settimana. Tra sabato 14 marzo e domenica 15 marzo, una perturbazione piuttosto violenta attraverserà l’Italia, portando con sé precipitazioni abbondanti, dunque è opportuno prepararsi a una fase meteorologica decisamente critica.
Il peggioramento delle condizioni atmosferiche tra sabato e domenica
Il quadro meteorologico inizierà a deteriorarsi in maniera sensibile già dalle prime ore di sabato partendo dal Nord-Ovest, per poi estendersi velocemente verso le Isole Maggiori e gran parte del Sud. In queste aree geografiche i fenomeni temporaleschi potrebbero risultare particolarmente severi, accompagnati da raffiche di vento molto forti che spazzeranno le coste e l’entroterra. La rapidità con cui il sistema nuvoloso si sposterà verso il Meridione non lascerà molto spazio a schiarite, rendendo il fine settimana marcatamente instabile.
Una perturbazione atlantica rompe l’equilibrio dopo settimane
La responsabilità di questo cambiamento è da attribuire a una struttura instabile proveniente dall’Oceano Atlantico, decisamente ben organizzata. L’ingresso di aria fredda alle alte quote favorirà la nascita di un profondo minimo di pressione vicino alla superficie, un vortice ciclonico che attraverserà rapidamente il bacino del Mediterraneo occidentale. Aspettiamoci cieli coperti, piogge battenti e accumuli idrici rilevanti in molte zone del Paese, ma il dinamismo atmosferico non sembra intenzionato a fermarsi qui, poiché le proiezioni a lungo termine si mostrano estremamente interessanti.
Freddo tardivo in arrivo, le temperature scenderanno drasticamente
L’atmosfera non pare intenzionata a stabilizzarsi o a concedere spazio a campi di alta pressione duraturi. A partire dal 17 marzo, le simulazioni dei centri di calcolo indicano una variazione radicale della circolazione, con una massa d’aria gelida di origine continentale che dall’Europa orientale potrebbe dirigersi verso la nostra Penisola. Questo afflusso causerà un abbassamento termico notevole, stimato tra i 6 gradi e i 12 gradi Celsius rispetto alle medie registrate nei giorni precedenti. La neve farà la sua comparsa sui rilievi, scendendo a quote interessanti, anche al di sotto dei 600-900 metri, configurando quello che è un classico colpo di coda dell’inverno, un evento che non deve essere considerato anomalo per il periodo.
Analisi della traiettoria e incertezze dei modelli di calcolo
Nonostante il quadro generale sia delineato, esiste ancora una certa variabilità riguardo al percorso esatto delle correnti fredde. Bisogna capire dove colpirà con maggior vigore questa sferzata invernale, alcuni elaborati puntano verso le Regioni Settentrionali e il versante dell’Adriatico, mentre altre proiezioni vedono il Centro-Sud come bersaglio principale di un sistema depressionario più marcato. In ogni caso, gli esperti concordano su un punto, vivremo una fase di freddo tardivo perfettamente compatibile con la variabilità del mese di marzo, senza che questo assuma connotati apocalittici, ma semplicemente tipici della stagione in corso.
Crediti
- World Meteorological Organization (WMO) – Global Weather and Climate Extremes
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Climate Data and Predictability
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Forecasting Charts
- Met Office – Global Weather Research and Outlook
- NASA Earth Observatory – Atmospheric Anomalies and Global Temperatures