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Molti di noi stavano iniziando a fare l’abitudine a questa particolare condizione atmosferica, che tuttavia non appariva del tutto in linea con il periodo attuale. Un Anticiclone dalle caratteristiche miti, pur senza mostrare una forza eccessiva, ha garantito sprazzi di bel tempo alternati a qualche piovasco isolato, mantenendo un clima piuttosto dolce. Eppure, siamo davanti a una svolta radicale che modificherà profondamente il panorama meteorologico dei prossimi giorni.

 

Lo scenario nei prossimi giorni

Proprio mentre ci avviciniamo al momento solenne dell’Equinozio di Primavera, l’atmosfera ha deciso di rimescolare totalmente le carte in tavola. L’area di alta pressione che stazionava sul Mediterraneo centrale sta evidenziando segnali di cedimento sempre più marcati. Si tratta di un indebolimento progressivo, il quale spalanca i varchi della nostra penisola a masse d’aria di estrazione completamente diversa rispetto a quella recente. Sarà opportuno dimenticare rapidamente questo tipo di stabilità, avere 20 gradi diffusi e rinunciare ai cappotti pesanti diventerà presto un ricordo lontano.

 

La situazione sul comparto europeo

Osservando il quadro generale, notiamo da un lato le correnti fredde in rapida discesa dai Balcani, pronte a determinare un brusco calo delle temperature, dall’altro lato si muovono flussi decisamente più instabili provenienti dall’Oceano Atlantico. Le correnti orientali si faranno sentire con una veemenza particolare lungo tutta la fascia dell’Adriatico e fino all’estremo Sud del paese. Come se questa dinamica non fosse sufficiente, la porta atlantica resterà ostinatamente aperta. Ci troviamo di fronte a un assetto meteorologico complesso, dove l’arrivo di quest’aria oceanica carica di umidità andrà a scontrarsi direttamente contro il blocco d’aria più denso e freddo di origine asiatica.

 

Le conseguenze dirette sulla penisola

L’interazione tra questi diversi protagonisti della meteo è tipica della stagione, ma risulta spesso difficile da prevedere con estremo anticipo. In effetti, la Primavera è considerata il periodo più bizzarro e imprevedibile in assoluto. Il risultato di questo mix atmosferico sarà una sequenza di temporali improvvisi e rovesci che non concederanno molta tregua. Potrebbe capitare che in un determinato orario splenda un sole tiepido, per poi vedere l’improvviso arrivo di nuvoloni neri pronti a scaricare pioggia abbondante.

 

Un possibile rigurgito dell’inverno

Tra il 18 marzo e il 20 marzo si prospetta un possibile ritorno di condizioni prettamente invernali. Nonostante le precipitazioni non siano destinate a essere ovunque presenti, il freddo si farà percepire chiaramente. Durante le ore diurne il calo termico sarà evidente dove colpirà il maltempo, mentre nelle ore notturne, in presenza di cieli sereni, torneranno a manifestarsi le gelate. Le proiezioni indicano inoltre la possibilità di un ciclone molto freddo in movimento per l’Europa, una previsione che andrà confermata passo dopo passo. Resta il fatto che l’atmosfera si manterrà estremamente irrequieta.

 

Analisi delle precipitazioni attese

Le piogge colpiranno in modo irregolare, interessando a macchia di leopardo diverse zone del territorio nazionale, toccando praticamente ogni regione prima o poi. Dobbiamo quindi prepararci a una seconda metà di Marzo decisamente più piovosa rispetto alla prima parte del mese, quando l’alta pressione era stata la protagonista principale, sebbene non assoluta. Le montagne, in questo specifico contesto, vedranno accumuli di neve importanti, con una menzione particolare per le vette del Piemonte.

 

L’importanza delle scorte idriche

Nonostante il desiderio di molti di girare in maniche corte durante le ore centrali del giorno, è fondamentale ricordare che questo schema non sarebbe stato coerente con la norma climatica. Soprattutto per quanto riguarda la pioggia, è necessario fare scorta d’acqua in vista di una stagione estiva che si preannuncia lunga, calda e siccitosa. L’Italia sarà coinvolta da frequenti precipitazioni nelle prossime due settimane, con piogge che risulteranno molto persistenti in alcune aree specifiche, rendendo fondamentale una visione d’insieme del cambiamento in atto.

 

Crediti

 

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