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Ci stiamo domandando se quella che stiamo vivendo possa trasformarsi in un’ondata di gelo record, un interrogativo che per molte zone dell’Europa trova già risposte affermative, mentre in Italia gli effetti sono ancora in fase di valutazione. Come abbiamo avuto modo di sottolineare in precedenza, il mese di Marzo non è nuovo a incursioni di aria Artica piuttosto vigorose, tuttavia ciò che desta reale sconcerto è la rapidità disarmante con cui si passa da scenari quasi estivi a climi pienamente invernali, quasi come se la natura non avesse più filtri.

 

Dallo sbalzo termico alla neve a bassa quota sul versante adriatico

A preoccupare non è tanto il singolo evento meteorologico, che di per sé rientra nelle dinamiche stagionali, quanto la virulenza di questi eccessi meteo. Reduci da una fase di caldo anomalo che ha regalato un assaggio di Primavera inoltrata a diverse regioni, ci troviamo ora catapultati in una realtà diametralmente opposta. Nelle ultime ore il quadro climatico ha subito una metamorfosi radicale, segnando il ritorno prepotente dell’Inverno. Questa sferzata si sta manifestando con particolare intensità lungo tutto il Versante Adriatico, coinvolgendo in modo massiccio il Centro e il Sud del nostro Paese, dove si registrano nevicate fino a quote molto basse.

 

Le proiezioni per i prossimi mesi e l’ombra della Niña

Sebbene l’abitudine agli sbalzi di temperatura e all’estremizzazione climatica dovrebbe far parte ormai del nostro bagaglio di esperienze, l’evoluzione attuale suggerisce un peggioramento della stabilità atmosferica. Il timore principale riguarda i mesi di Aprile e Maggio, periodi in cui potrebbero intensificarsi le risalite dell’Anticiclone Africano. Si tratta di una prospettiva concreta che non possiamo ignorare, anche perché, analizzando i dati storici, le annate caratterizzate dal fenomeno della La Niña tendono spesso a sfociare in stagioni estive caratterizzate da temperature estremamente elevate.

 

Il rischio di una stagione estiva rovente

Il pericolo di un’Estate torrida è evidente, nonostante la speranza risieda nella possibilità che eventuali ondate di calore siano solo delle fiammate temporanee. Sebbene brevi, tali eventi potrebbero rivelarsi estremamente violenti, portando non pochi disagi a tutto il territorio nazionale. Prima di trarre conclusioni definitive, è necessario osservare con attenzione e una punta di apprensione ciò che ci attende nei prossimi mesi, attendendo conferme dai modelli matematici per capire se l’Estate ci riserverà sorprese sgradevoli o se il flusso atlantico riuscirà a mitigare la calura nel Continente europeo.

 

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