
(TEMPOITALIA.IT) L’inverno negli ultimi giorni ha rimescolato le carte con una certa decisione, spazzando via quei timidi segnali di primavera che qualcuno aveva già preso per buoni. Freddo, vento, maltempo e una persistente instabilità hanno ribaltato lo scenario su buona parte del Paese, riportando condizioni che sembravano archiviate da settimane.
Bufere e neve: l’inverno torna a fare sul serio
Il colpo più duro è arrivato al Nord Est. Le nevicate, partite dalle Alpi, hanno progressivamente raggiunto l’Appennino settentrionale scendendo fino alle quote collinari, con un’intensità che in certi tratti ha sorpreso anche i più smaliziati. In Emilia-Romagna si è trattato di vere bufere, con accumuli al suolo tutt’altro che trascurabili. I fenomeni, poi, non si sono fermati lì: hanno lambito la pianura romagnola per poi scivolare verso sud, interessando l’Appennino centro-meridionale fino a quote molto basse tra Marche e Abruzzo, e i rilievi delle Isole Maggiori.
Venerdì ha portato una giornata particolarmente fredda al Sud, mentre al Nord Ovest il copione si è rovesciato, con il sole che ha fatto capolino e le temperature che sono risalite con slancio fino a 17°C a Milano e Genova. Un contrasto quasi stridente, insomma, tra le due anime del Paese.
La settimana di Pasqua: tregua cortissima, poi di nuovo il freddo
Quella che si apre è la settimana pasquale, e già questo basta a far salire l’attenzione sulle previsioni. Domenica 5 Aprile cade la Pasqua, e il Lunedì dell’Angelo, ovvero Pasquetta, è nell’agenda di milioni di italiani pronti a organizzare la classica gita fuori porta. La speranza, come sempre in questi casi, è di trovare qualche spiraglio di cielo sereno.
La realtà, però, è meno accomodante. Già a metà settimana i modelli matematici individuano una seconda irruzione artica sulla cui traiettoria esatta c’è ancora qualche margine di incertezza. Il dato significativo, però, è che tutti i principali centri di calcolo la segnalano, il che rappresenta un elemento di concordanza ben maggiore rispetto a qualche ora fa. Non è poco.
Vale la pena ricordare, tra l’altro, che questo weekend scatta il cambio d’orario: un’ora di luce in più al pomeriggio che potrebbe accentuare i contrasti termici e, di conseguenza, l’instabilità.
Modelli a confronto: europei e americani non si mettono d’accordo
Il freddo è dunque praticamente certo. Su cosa divergono i modelli, allora? Sull’intensità e la distribuzione delle conseguenze. I centri di calcolo europei collocano l’irruzione artica direttamente sull’Italia, con un rapido approfondimento ciclonico sui mari meridionali e una fase di maltempo piuttosto severa. Quelli americani, al contrario, ipotizzano una traiettoria più orientale: aria fredda comunque presente, ma precipitazioni meno probabili e meno diffuse sul territorio.
In questo secondo scenario i fenomeni sarebbero legati soprattutto all’instabilità generata dall’elevato gradiente termico tra le masse d’aria, senza una struttura perturbata organizzata. Due letture abbastanza diverse, che lasciano ancora aperta più di una domanda.
Pasqua e Pasquetta nel mirino del maltempo
Quel che è certo, e su questo i centri di calcolo convergono, è che l’evoluzione di metà settimana peserà in modo determinante anche sul meteo pasquale. Pressoché tutti i modelli internazionali concordano su un peggioramento che potrebbe protrarsi fino al 10 Aprile, coinvolgendo quindi entrambi i giorni di festa. Una primavera che ancora stenta a decollare, in definitiva, e chi spera in una Pasqua soleggiata farebbe bene a non dare nulla per scontato.
Crediti:
ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts









