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Vortice Polare in frantumi: 31 Marzo 1 Aprile, seconda irruzione artica

Antonio Romano di Antonio Romano
27 Mar 2026 - 18:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Non si intravedono segnali incoraggianti per la settimana di Pasqua. Gli ultimissimi aggiornamenti del GFS non lasciano molto spazio all’ottimismo: lo scacchiere europeo degli anticicloni non mostra alcuna variazione significativa, e la disposizione delle masse d’aria continua a favorire irruzioni fredde piuttosto che la tanto attesa stabilità primaverile. La situazione è destinata a rimanere estremamente dinamica e instabile, con una circolazione capricciosa capace di convogliare nuove ondate di maltempo direttamente verso il bacino del Mediterraneo.

Una vera e propria fase primaverile stabile, con temperature miti e cieli sereni, al momento sembra ancora lontana dal concretizzarsi.

 

Il Vortice Polare: la causa di tutto

Per capire l’origine di questa situazione occorre guardare in quota, molto in alto. Il Vortice Polare si presenta debole, frammentato, incapace di trattenere il freddo alle alte latitudini. Dietro questa cronica debolezza si nasconde il fenomeno dello Stratwarming, un imponente riscaldamento stratosferico che ne ha decretato la frantumazione con settimane di anticipo rispetto alla norma climatologica. Il collasso, di norma atteso verso metà Aprile o addirittura a inizio Maggio, quest’anno è avvenuto con largo anticipo, e le conseguenze in troposfera si fanno sentire con forza.

Quando il Vortice Polare va in frantumi, gli anticicloni trovano varchi per spingersi a latitudini polari estreme, deviando la corrente a getto e spalancando veri e propri corridoi per le discese fredde verso le medie latitudini. È esattamente quello che sta accadendo. Si ipotizza una poderosa espansione dell’Alta pressione fino al Polo Nord, con aria di estrazione artico-continentale pronta a scivolare verso l’Europa centrale e meridionale. Una configurazione piuttosto insolita, in effetti, che non si era degnata di farsi viva durante i mesi più freddi dell’inverno appena trascorso.

 

La prima sciabolata fredda: già presente

La prima di queste ondate è già in corso. Un impulso gelido ha abbracciato gran parte del Paese entro Sabato 28 Marzo, portando un crollo generalizzato dei termometri, venti tesi lungo le coste e nevicate a quote molto basse sull’Appennino e addirittura in pianura in Romagna. La tramontana e il grecale abbassano ulteriormente la temperatura percepita. Un’ondata tardiva, decisamente fuori stagione, con preoccupazioni concrete per le colture già in piena fioritura.

 

La quiete ingannevole tra Domenica delle Palme e inizio settimana

Subito dopo questo primo assalto arriva una finestra di tregua, a cavallo tra la Domenica delle Palme e il Lunedì immediatamente successivo. Il cielo si rischiara, il vento cala, le temperature risalgono verso i 20°C. Tutto sembra indicare che la primavera abbia finalmente preso il sopravvento. Ma sarà un’illusione di breve durata. L’Alta pressione oceanica potrebbe ergersi nuovamente verso le latitudini settentrionali dell’Europa, fungendo da blocco invalicabile per le correnti miti atlantiche e forzando un nuovo distacco di aria fredda verso le basse latitudini.

 

La seconda irruzione artica tra il 31 Marzo e il 1° Aprile

Tra il pomeriggio di Martedì 31 Marzo e la giornata di Mercoledì 1 Aprile, secondo le simulazioni dei modelli, l’aria polare riuscirà a valicare lo Ionio con decisione, investendo le regioni del Centro e del Sud con una nuova irruzione fredda fuori stagione. I venti dai quadranti settentrionali torneranno a soffiare con forza, e l’interazione tra quest’aria pungente e il mare ancora relativamente tiepido potrebbe innescare la formazione di una depressione esplosiva sullo Ionio. Lungo tutta la dorsale appenninica le precipitazioni intense si trasformeranno in nevicate abbondanti. In Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata non si escludono fioccate fino a quote prossime alla pianura, negli episodi più intensi.

Al Nord il rischio principale cambia natura. Le Alpi faranno da barriera, ma con cieli limpidi e vento calmo durante le ore notturne le temperature minime scenderanno abbondantemente sotto 0°C, con gelate tardive insidiose per le coltivazioni.

Per le Isole Maggiori il quadro è diverso ma ugualmente difficile: la Sardegna sarà investita da un maestrale impetuoso con mari in burrasca, mentre la Sicilia dovrà fare i conti con i flussi nord-orientali portatori di nubi e piogge.

Quanto a Pasqua e Pasquetta, stando alle proiezioni attuali è presto per dare certezze. Quel che appare chiaro è che il caos atmosferico di questa fase non si esaurirà in pochi giorni. I prossimi aggiornamenti dei modelli saranno decisivi.

 

Credit

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • GFS – NCEP Global Forecast System
  • Met Office
  • DWD – Deutscher Wetterdienst
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Tags: ciclone ioniofreddo aprile pasquagelate tardive agricolturainstabilità prima metà aprileirruzione artica Mediterraneoneve appennino collinevortice polare stratwarming
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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