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Ondata di calore e rischio black-out: un problema che si ripete

Vi spiego perché le due cose vanno spesso di pari passo

Davide Santini di Davide Santini
15 Giu 2026 - 15:00
in A Scelta della Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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Sta per arrivare un’intensa ondata di calore, ma in questo articolo non mi soffermerò tanto sulla possibilità di nuovi picchi di caldo, quanto sul rischio di black-out energetici. Analizzerò due questioni. La prima è una tecnica e la seconda è una più etica.

 

Il primo problema

Al di là di valutare le temperature massime che avremo nei prossimi periodi, voglio soffermarmi su una veloce parte tecnica. I componenti fondamentali delle infrastrutture elettriche, come ad esempio trasformatori, cavi, cabine di distribuzione, eccetera, sono stati realizzati in periodi in cui le massime estive erano nettamente inferiori rispetto a quelle che si registrano oggi. Erano testate quindi per avere brevi ondate di caldo e non interminabili fasi bollenti.

 

C’è pertanto un problema fisico-tecnico. Quando il termometro supera per diverso tempo le temperature massime sopportabili dallo strumento i materiali conduttori si dilatano, perdendo parte della loro capacità. I cavi elettrici, dilatandosi, trasportano meno energia e i trasformatori tendono a surriscaldarsi, rischiando guasti.

 

Un problema destinato a crescere

Come vedete, c’è un problema strutturale. Oltretutto, dato che le temperature estive continueranno a salire, è inequivocabile che aumenterà il rischio di nuovi black-out. Eventi simili si stanno moltiplicando un po’ in tutte le regioni interessate dal caldo estremo, non solamente da noi.

 

Per quanto possiamo spiegare in questo articolo le dinamiche, risulta chiaro che modernizzare l’intera rete comporta interventi costosi e tecnicamente lunghi. Bisogna sostituire cavi, aumentare la potenza dei trasformatori, dotare le cabine elettriche di sistemi di raffreddamento efficaci e soprattutto mettere dei materiali termo-respingenti, magari di colore molto chiaro.

 

Gli esperti del settore energetico stimano che il totale degli investimenti richiesti si attesti su cifre di alcuni miliardi. Capite che problema grosso? E spesso la politica non ha mai trattato una problematica simile, se non in maniera molto marginale.

 

Quando succedono i black-out?

Generalmente, è proprio durante il giorno che c’è il maggior rischio. Sia perché fa più caldo, sia perché ci sono maggiori stress termici. C’è molta richiesta di corrente nelle fabbriche, nelle Industrie, nei centri commerciali, parlare poi del maggior numero di treni, mezzi pubblici elettrici eccetera.

 

Ma sorge anche un altro problema. Pensiamo ad esempio ai sistemi di refrigerazione industriale e commerciale, essenziali per la conservazione degli alimenti. Essi non possono resistere a lungo senza alimentazione. In contesti come supermercati, ristoranti e industrie agroalimentari, un’interruzione di corrente di diverse ore può tradursi in gravi perdite e sprechi. Pure qui si è fatto poco nel corso degli anni, perché basterebbero degli isolanti molto forti che possano mantenere il freddo anche con un blackout di qualche ora.

 

Il secondo problema

Lo spreco! Per un uso sconsiderato di alcuni posti. Quante volte ci è capitato di entrare in ambienti refrigerati in maniera eccessiva? L’uso del condizionatore è una conquista che si è avuta solo negli ultimi anni. È vero che il clima diventerà sempre più caldo. Ma è anche vero che, una volta che c’è, il climatizzatore viene spesso utilizzato (non sempre per fortuna!) in maniera sconsiderata.

 

Quante volte ci è capitato di entrare in supermercati con gli inservienti che hanno il maglione? O in farmacia dove gli operatori hanno maniche lunghe e camice? Negli anni passati era uno spreco insulso, mentre ultimamente per fortuna si usa un po’ più la testa. Sarà anche per il caro energia…

 

Credit

  • International Energy Agency (IEA) – Electricity 2024: Analysis and forecast to 2026
    (Dati su domanda elettrica, picchi di consumo, reti e impatto dei fenomeni climatici sul sistema energetico)
  • Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) – Climate Change 2023: Synthesis Report
    (Riferimento scientifico su aumento delle temperature estreme e impatti sulle infrastrutture)
  • European Environment Agency (EEA) – Climate change impacts, risks and adaptation
    (Analisi europea dei rischi climatici per infrastrutture ed energia)
  • ENTSO-E – European Network of Transmission System Operators for Electricity
    (Informazioni tecniche sulla rete elettrica europea, sicurezza e gestione dei carichi)
  • International Energy Agency (IEA) – The Future of Cooling
    (Dati sull’aumento dell’uso dei climatizzatori e sull’impatto energetico del raffrescamento)
  • National Renewable Energy Laboratory (NREL) – Power System Resilience
    (Studi sulla resilienza delle reti elettriche rispetto a eventi estremi)
  • National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine – Climate Change and Infrastructure
    (Approfondimenti sugli effetti del clima sulle infrastrutture critiche)
  • U.S. Department of Energy – Climate Change and the Electric Grid
    (Impatto del caldo estremo su linee, trasformatori e sistemi elettrici)
  • European Food Safety Authority (EFSA) – Food storage and temperature control
    (Riferimenti sulla conservazione degli alimenti e rischi legati alla temperatura)
  • Agenzia Internazionale dell’Energia – Energy Efficiency 2023
    (Efficienza energetica, consumi degli edifici e uso razionale dell’energia)
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Dapprima all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna e poi all'Università Statale di Milano. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno. Insegna matematica e fisica a tutti i livelli. È divulgatore scientifico e cerca di spiegare, con parole semplici ma mirate, la fisica dell'atmosfera.

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