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La primavera, quella vera e stabile, stenta ancora a decollare. Il pattern atmosferico di questo periodo è piuttosto eloquente: nessun anticiclone solido si è affacciato sull’Italia, e proprio questa latitanza apre la strada a correnti fredde di origine polare che, nel corso della settimana, finiranno per coinvolgere praticamente tutte le nostre regioni. Un’irruzione anomala per il periodo, capace di riportare condizioni tipicamente invernali su tutta la Penisola almeno fino a Domenica 29 Marzo.

Non che la cosa debba stupire più di tanto. Marzo è da sempre un mese imprevedibile, capace di tirar fuori dal cilindro sorprese di questo calibro. Ma lo sbalzo termico, avvertiamo, si sentirà eccome.

 

L’aria gelida scende dal Polo verso l’Italia

La massa d’aria fredda, proveniente direttamente dalle regioni polari, scivolerà dapprima sull’Europa centrale per poi puntare decisa verso l’Italia. Le prime regioni a farne le spese saranno quelle del centro-nord, già tra la serata di Mercoledì e la giornata di Giovedì. Ce ne accorgeremo tutti, e piuttosto rapidamente.

Questa irruzione darà origine a una profonda area di bassa pressione sull’Alto Adriatico, con valori al centro inferiori ai 995 hPa. Il classico minimo adriatico, ben noto agli esperti: la pressione atmosferica subirà un calo molto rapido, e sarà proprio questa condizione a favorire la formazione di venti intensi e turbolenti di tipo ciclonico. Partirà dal nord Italia un primo assaggio, per poi estendersi via via verso tutte le altre regioni.

 

Venti oltre i 100 km/h: le regioni più esposte

Tra la tarda serata di Mercoledì e le prime ore di Giovedì, si prevedono venti molto forti sulle regioni settentrionali e lungo l’Appennino centro-settentrionale, con velocità che potranno superare i 60-80 km/h. Nelle aree montuose e lungo i crinali le raffiche potranno risultare ancora più violente, arrivando a superare i 100-120 km/h. Davvero notevole.

Nella notte tra Giovedì e Venerdì, il libeccio si intensificherà lungo l’Appennino meridionale, interessando in modo particolare Molise, Puglia e Basilicata. Anche la Sardegna sarà coinvolta, stavolta però dal maestrale, con precipitazioni comunque molto scarse.

Con questa configurazione le regioni più colpite dovrebbero essere il Triveneto e, in generale, quelle adriatiche. La quota neve risulterà molto variabile, con possibili sorprese fino a livello di pianura o addirittura di costa. Il vero problema, tuttavia, non saranno le precipitazioni: sarà il vento.

 

Il prosieguo: tramontana sull’Adriatico e disagi diffusi

Tra la mattinata di Giovedì e la giornata di Venerdì, la tramontana prenderà il sopravvento sul versante adriatico e sulle regioni meridionali. In Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata le raffiche potranno facilmente superare i 70 km/h. Condizioni che potrebbero causare disagi concreti: si raccomanda di prestare attenzione alle allerte della Protezione Civile, che questa volta riguarderanno in primo luogo proprio il vento, e non soltanto il maltempo.

Fortunatamente, a partire da Venerdì si prevede un progressivo indebolimento delle raffiche sulle regioni settentrionali. Al centro-sud il miglioramento arriverà invece da Sabato, legato allo spostamento verso est della depressione di origine artica. Ma attenzione: miglioramento non significa sole e caldo immediato. Le condizioni meteo resteranno piuttosto fredde e incerte almeno fino ai primissimi giorni di Aprile. Per la tintarella, c’è ancora davvero molto tempo da aspettare. E, permetteteci di dirlo, è giusto così.

 

Freddo prolungato e modelli in aggiornamento verso aprile

Le temperature si manterranno al di sotto delle medie stagionali, a tratti anche in modo sensibile, presumibilmente fino ai primissimi giorni di Aprile. Stanno salendo le quotazioni, tra i modelli previsionali, di uno scenario che conferma questo freddo tardivo prolungato ben oltre la norma. Un segnale che il Vortice Polare non ha ancora detto la sua ultima parola, e che la primavera dovrà aspettare ancora un po’ prima di imporsi definitivamente.

 

Credit

WMO

NOAA

ECMWF

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